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Taglietto 1, servono risposte prima di procedere

Taglietto uno, la discarica di Villadose, è diventata oggetto di un’interrogazione in Consiglio Regionale. Della sua realizzazione e gestione si occuperà Ecoambiente, così come deciso dai soci, ossia dai sindaci polesani che fanno parte del Cda dell’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti, ottenendo già un sostanzioso contributo dalla Regione. Sulla vicenda il consigliere regionale di minoranza, Graziano Azzalin, ha chiesto di vederci chiaro soprattutto in merito alla necessità di considerare se sia opportuno provvedere alla realizzazione del nuovo sito “Taglietto 1” prima dell’approvazione del Piano regionale dei rifiuti e di un’accurata valutazione sulla rilevanza delle scelte da compiere a livello di impatto ambientale, alla luce delle novità legislative intervenute che impongono la considerazione dell’intero territorio regionale come ambito territoriale ottimale.
“Proprio per questo – ha spiegato il consigliere – bisogna capire bene il senso della delibera che il Consorzio Rsu di Rovigo ha inviato ai Comuni consorziati per l’approvazione, nella quale si sostiene che il Consorzio è beneficiario di un contributo comunitario a fondo perduto di euro 2.828.433,91 concesso dalla Regione. Nella stessa delibera, inoltre, viene specificato che non sarebbe possibile devolvere a terzi, in nessuna forma, la somma per il completamento della discarica e si sancisce che la realizzazione della nuova discarica è necessaria al fine di garantire l’autosufficienza dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani a livello di ambito territoriale ottimale, provvedendo così a dare atto che il Consorzio provvederà all’appalto dei lavori di bonifica della discarica di ‘Taglietto 1’ e di realizzazione della nuova discarica Bacino”. Un’affermazione che secondo il consigliere cozza con quanto sostenuto dall’assessore regionale all’Ambiente, Maurizio Conte, che parlando del Piano regionale dei rifiuti, prossimo ad essere preso in esame dalla Giunta di Palazzo Balbi, aveva asserito che per il Veneto non erano necessarie altre discariche. “L’inutilità di nuovi impianti — ha precisato Azzalin — sembrerebbe essere confermato anche dal rapporto “Produzione e gestione dei rifiuti urbani nel Veneto” dell’Osservatorio regionale rifiuti dell’Arpav, visto che le quantità di rifiuto urbano sono andate progressivamente riducendosi grazie alla raccolta diferenziata”. Il rapporto, infatti, per il 2011 la quantità di 188mila tonnellate di rifiuto urbano smaltite nelle 10 discariche attive in Veneto, il 18,1% in meno rispetto all’anno precedente e l’andamento dal 2002 al 2011 evidenzia una diminuzione complessiva del 61% (-76,1% considerando i soli rifiuti urbani). Un trend positivo al quale si accoda anche il comune di Rovigo che con i suo 60,32% di rifiuti differenziati risulta essere il primo tra i municipi al sopra i 50mila abitanti”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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