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“Che fine ha fatto il programma elettorale?”

“E il programma elettorale, che fine ha fatto?”. Se lo chiede Pin’Occhio, alias Giuseppe Penzo, il conduttore dell’omonima trasmissione di Radio Clodia e già presidente del consiglio comunale durante l’amministrazione Guarnieri.
L’ultima campagna elettorale si era giocata a colpi di programma e l’allora candidato, ora sindaco, Giuseppe Casson, lo utilizzò come strumento di differenziazione e cardine dell’eventuale governo. L’attuale maggioranza sostenne integralmente il suo programma e, dopo la vittoria, il consiglio comunale lo approvò con deliberazione n. 6 del 20 giugno 2011.
Il documento esponeva le linee operative generali come “una nuova rinascita”, “governare” (con riferimento alle scelte strategiche), “la città che vorrei” (con riferimento all’innovazione e alla rete internet), “metodo”, riassunto nel motto ascolto e dialogo, “servizi alla persona”. Il programma prevedeva inoltre un patto con la città: facilità di accesso agli atti dell’amministrazione e istituzione dell’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati. In coda al programma c’era anche l’impegno dell’amministrazione di dotarsi di un piano energetico comunale per la “pianificazione delle fonti rinnovabili di energia per rispondere all’obiettivo di contenere e ridurre le emissioni inquinanti”.
“Personalmente posso affermare che ‘ascolto e dialogo’ non sono di certo le caratteristiche ispiratrici di questo mandato — dichiara Penzo – vista l’accoglienza che ha ottenuto la proposta popolare sulla ‘città metropolitana’, gestita con fastidio non solo dall’amministrazione, ma anche dal consiglio comunale.
Anche il patto con la città è rimasto inadempiuto: la difficoltà di accedere alle informazioni in possesso del Comune è aumentata anche perché il sito internet è poco accessibile e gli atti contenuti sono pochi. Da un po’ di tempo il servizio streaming video del consiglio comunale è “momentaneamente sospeso in attesa dell’affidamento del nuovo appalto”. Peccato che nel frattempo siano state oscurate ormai diverse sedute del consiglio comunale. E per quanto riguarda la costituzione dell’anagrafe pubblica degli eletti, c’è stato bisogno di una proposta di iniziativa popolare per “sollecitarne” la costituzione. Le sei sottosezioni, divise per settore specifico (patto per il lavoro, per l’economia, per il territorio — con riferimento specifico ai due mercati ittico e ortofrutticolo-, con i giovani, per la famiglia e per i servizi alla persona e, infine per il turismo), concretamente declinate in 45 punti programmatici, riportavano ciascuna una voce “dire” e “fare” di cui ben poco in realtà è stato detto e fatto.
L’amministrazione appare arroccata nel palazzo e l’inerzia di governo viene giustificata da problemi di natura economica che sicuramente esistono, e proprio per questo si dovrebbero cercare efficaci soluzioni innovative. C’è invece il sentore di una politica di piccolo cabotaggio, quasi ad personam, incapace di dare voce alle istanze della città”.
Secondo Penzo dei 45 punti programmatici non ne sarebbe stato avviato nessuno, nonostante molti di essi non richiedessero risorse economiche particolari, come la semplificazione e/o sburocratizzazione, l’informatizzazione dei servizi e la razionalizzazione del personale.
“Si ha l’impressione di trovarsi di fronte a una gestione di ordinarissima amministrazione — continua Penzo – e della nuova rinascita promessa dal programma elettorale purtroppo non si vede neppure un lontanissimo cenno. Le reazioni e i tentativi di partecipazione da parte dei cittadini in quasi 600 giorni di governo sono stati sopiti con atteggiamenti lontani all’ascolto e dialogo tanto sbandierati in campagna elettorale”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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