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Alluvione, indagini e timori

Due anni e mezzo, quattro milioni e mezzo di euro di lavori, tante rassicurazioni…eppure quando le nuvole si ingrossano e si guarda la pioggia che cade, gli argini del Frassine fanno ancora paura. Cedimenti ed infiltrazioni sono tutt’altro che un lontano ricordo e c’è chi ha chiesto di vederci chiaro. E’ il caso di Daniela Bordin, sindaco di Megliadino San Fidenzio, che con una lettera inviata a tutte le autorità amministrative e giudiziarie del Veneto ha avviato l’indagine della Procura di Padova sui lavori effettuati lungo l’argine del Frassine.
La lettera è del 20 novembre scorso ed è stata indirizzata al Genio di Padova, al governatore del Veneto Luca Zaia, alla prefettura, al presidente della Provincia Barbara Degani e all’assessore Mauro Fecchio, al commissario per l’emergenza alluvione Perla Stancari. Nella missiva, il sindaco ha raccontato il disastro di quel novembre 2010, a partire dalla rotta di Pra’ di Botte, evidenziando alcuni timori ancora attuali: “L’emergenza ha richiesto l’attivazione del Coc (Centro comunale di Protezione civile) in quanto in corrispondenza della “rotta del fiume Frassine” dell’1 novembre 2010 si sono verificate delle infiltrazioni d’acqua che hanno creato allarmismo nella popolazione. Pur a conoscenza del pronto intervento eseguito dai vostri tecnici, nei giorni successivi all’11 novembre mi vedo costretta a chiedere se, alla luce dell’accaduto, si ritenga sicura la riparazione eseguita o se siano in programma ulteriori lavori di messa in sicurezza dell’argine. Tale mia richiesta si ritiene indispensabile in relazione alle numerose richieste dei cittadini che, dopo così breve tempo dal termine dell’esecuzione dei lavori, temono ulteriori problemi in occasione di future probabili piene”.
La paura è che i lavori sull’argine del Frassine non siano stati realizzati a regola d’arte, con il rischio di spreco di denaro (almeno 4.600.000 euro) e di pericolo per il territorio. A far lievitare i dubbi dell’amministratore fidentino sono arrivate anche le recenti beghe dell’ufficio atestino del Genio civile: nel ruolo di direttori di alcuni lavori destinati alla messa in sicurezza degli argini figurano infatti il geometra Alessio Sturaro (funzionario del Genio di Este arrestato il 13 dicembre per concussione), e l’ingegnere Nicola Giardinelli, capo del distaccamento estense del Genio fino al 28 dicembre, indagato per evasione fiscale. La Procura di Padova ha ora deciso di avviare un’indagine per verificare i punti neri degli ultimi due anni e mezzo. Chiude la Bordin: “Stanno per sciogliersi le nevi e l’argine si appresta ad accogliere importanti quantitativi d’acqua: è possibile che i miei cittadini e i miei uffici tremino ancora di fronte a questi eventi naturali? E’ possibile che basti anche solo una pioggia per assistere a infiltrazioni a pochi passi dalla rotta del 2010?”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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