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Arriva la videosorveglianza in centro

Via libera dal Consiglio comunale di Scorzè al regolamento per istituire la videosorveglianza in centro. Un regolamento che in aula è arrivato dopo il lavoro fatto in Commissione e approvato all’unanimità dal parlamentino locale.
Ora servirà qualche giorno per accenderle ma l’obiettivo è avere più sicurezza nelle aree più a rischio del centro. Lotta ai furti e agli atti vandalici, che negli ultimi tempi hanno colpito la zona.
Saranno quattro le telecamere pronte a controllare ventiquattr’ore su ventiquattro il territorio. Una sarà installata sullo stesso municipio, che punti verso piazza Aldo Moro e controllando il cuore di Scorzè, mentre le altre due troveranno posto nei due parcheggi attorno a Sala Gatto, come deterrente per scippi e furti.
La quarta, invece, sarà inserita in piazza Primo Maggio, anche qui teatro di malintenzionati. La seconda fase dovrebbe consentire di coprire altre zone a rischio del territorio. Come previsto dal Garante per la privacy, le immagini saranno a disposizione non più di sette giorni, mentre la centrale operativa sarà la sede della Polizia locale Miranese nord.
Un paio d’anni fa, pure il municipio era stato preso di mira, quando ignoti avevano rotto il vetro del portone principale, quello su piazza Aldo Moro.
Un progetto da 12 mila euro, diviso in due parti: quella approvata dal Consiglio è, appunto, la prima fase. Di fatto, come prevede il regolamento, le telecamere dovranno raccogliere solo i dati necessari per scoprire eventuali fatti malavitosi, registrando le immagini indispensabili, limitando l’angolo visuale delle riprese, evitando, a meno che non siano indispensabili, immagini dettagliate, ingrandite o particolari non rilevanti, nel rispetto dei principi di pertinenza e non eccedenza.
Le immagini videoregistrate saranno conservate in un server dei vigili e, tramite un collegamento remoto, saranno visionate dalla centrale operativa.
Dopo una settimana dovranno essere cancellate in modo da rendere inutilizzabili i dati. L’occhio elettronico non potrà essere usato per controllare i dipendenti nella loro attività o di altri datori di lavoro pubblici o privati. E lo stesso dicasi anche per i cantieri stradali o edili, i giardini durante la cura delle piante, le sedi stradali quando si puliscono oppure il ritiro dei rifiuti. Inoltre, l’impianto di videosorveglianza non servirà per scopi statistici.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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