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Il maltempo si porta via la costa

Si aggrava l’erosione della nostra spiaggia. A ogni maltempo se ne vanno metri cubi di sabbia, a ogni mareggiata la furia del mare trascina con sè una parte della nostra costa. A febbraio la mareggiata si è portata via tutte le barriere di protezione, agendo in maniera ancora più violenta che lo scorso primo novembre. Le onde si sono trascinate via tutto: sabbia, cancelli, dune, massicciate e barriere di protezione. L’acqua è arrivata ai chioschi facendo sparire metri e metri di battigia e lasciando una scia di rifiuti di ogni tipo.
Gli operatori di Sottomarina e di Isola Verde hanno chiesto all’amministrazione di attivarsi in maniera straordinaria anche attingendo ai fondi della Legge Speciale che sono stati sbloccati di recente dal Comitatone di Roma. E chiedono che partano finalmente i lavori per la diga soffolta che dovrebbe salvare dalle mareggiate la parte meridionale di Sottomarina, su cui il Magistrato non ha ancora dato il via libera definitivo.
Servono interventi definitivi anche per Isola Verde dove sono in programma solo operazioni di ripascimento destinato a svanire alla prima mareggiata. Così il sindaco, Giuseppe Casson, a sua volta ha fatto appello al Magistrato alle acque perché arrivino presto soluzioni definitive contro l’erosione litoranea. Giuseppe Casson, si è rivolto alle autorità competenti, perché gli interventi risolutivi concordati vengano considerati prioritari e realizzati con somma urgenza.
“Il problema dell’erosione in questi mesi si sta riproponendo ciclicamente e sta diventando un problema cronico. La devastazione delle spiagge del nostro cordone litoraneo deve trovare urgentemente delle soluzioni se vogliamo salvaguardare una risorsa ambientale, come la spiaggia, fondamentale per la città e per la nostra economia, già provata dalla crisi globale — ha dichiarato Casson – Dobbiamo correre ai ripari con tempestività per evitare che ogni mareggiata devasti il nostro territorio con danni milionari”.
La questione “erosione litoranea” è stata anche il tema centrale di un tavolo tecnico tra i sindaci della Provincia di Venezia a San Michele al Tagliamento, per cercare percorsi di tipo straordinario, interessando anche la comunità europea e il governo nazionale. Se Atene piange, Sparta non ride: a Jesolo, ad esempio, i danni sono saliti a 6 milioni di euro, per 300 mila metri cubi di sabbia perduti. Non se la passano meglio Bibione, Caorle o Eraclea, anche se hanno perso meno sabbia. Il presidente di Federconsorzi, Mauro Cattai, ha fatto un sopralluogo nel litorale settentrionale della Provincia per capire quale potrà essere la migliore difesa strutturale possibile.
“La Regione ha in testa il sistema delle soffolte, cioè le barriere subacquee con massi, per le quali ci sono 5 milioni di euro stanziati già per Chioggia. — ha spiegato – infatti non devono essere a pelo d’acqua, quanto piuttosto sul fondo, perché queste barriere in roccia longitudinali diventerebbero pericolose e farebbero ristagnare l’acqua”.
Nei 210 chilometri del litorale veneto, quasi 120 sono interessati da strutture ricettive di grande valenza economica dove si sono registrati l’anno scorso circa 26 milioni di presenze per un fatturato stimato in circa quattro di miliardi di euro. Per le spiagge vale lo stesso ragionamento che vale per la salvaguardia del territorio veneto: l’azione di tutela della costa deve essere considerata una priorità nazionale e non è più possibile far fronte alle conseguenze delle mareggiate con costosi interventi di carattere emergenziale che danno solo risposte parziali.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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