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Porto Tolle si appresta al voto ma tutto è ancora molto incerto

Di sicure ci sono solo le date sul calendario: 26 e 27 maggio. Quelli sono i giorni in cui i portotollesi saranno chiamati a scegliere la nuova amministrazione comunale. Per il resto le certezze sono ben poche a poco più di due mesi dall’apertura delle urne: liste e schieramenti sono ancora ben lontani dall’essere definiti con chiarezza e vige la più totale incertezza su chi saranno i candidati a succedere a Silvano Finotti.
Ecco, forse è proprio il sindaco uscente a rappresentare uno dei pochissimi punti fermi nel caotico quadro politico locale. Dopo un decennio speso nell’ufficio più spazioso di piazza Ciceruacchio il primo cittadino ha fatto sapere che non prenderà parte in alcun modo alla corsa elettorale, nemmeno accettando incarichi esterni. Un proposito che sottende la volontà di dedicarsi ad altro, ma che solleva anche uno dei temi più scottanti sul piano elettorale, quello delle facce nuove. Sembra innegabile che a Porto Tolle serpeggi la voglia di vedere una nuova generazione occuparsi dei problemi del territorio. Per questo lo sforzo di partiti e associazioni nella fase di pre-campagna si è concentrato soprattutto sul tema del rinnovamento della classe dirigente, ovviamente con eccezioni anche vistose. Come principale partito del Comune, il Partito Democratico sembra intenzionato a esprimere il favorito allo scranno più prestigioso del consiglio comunale. Purtroppo il percorso di selezione si sta facendo più intricato del previsto: in lizza ci sono due candidati molto diversi tra loro, espressione di vicende piuttosto diverse tra loro. Da una parte Claudio Bellan, attuale assessore provinciale alla pesca ed ex segretario della Margherita, dall’altro Roberto Pizzoli, assessore comunale con deleghe alla sicurezza e all’agricoltura. Fuori dalla sede del Pd però ci sono altri soggetti intenti a bussare alla porta e a chiedere che vengano fatte delle vere e proprie primarie del centrosinistra. In particolare il Partito Socialista e la frangia “renziana” del Pd sembrano essere in grado non solo di esprimere dei candidati (per esempio l’assessore Silvana Mantovani e il giovane Giacomo Bovolenta), ma anche di portare in dote un numero di voti che se dirottato altrove potrebbe influire non poco sull’esito del voto. Al momento di scrivere queste considerazioni non è ancora chiaro se le primarie verranno svolte o meno. Nel frattempo sono in diversi a seguire con attenzione la situazione, a partire dal duo composto da Mirco Mancin e Ivano Gibin. I leader di Progetto Civico per Porto Tolle e Gruppo Indipendenti hanno passato gli ultimi dieci anni divisi tra banchi della maggioranza e della minoranza, ma ora sembrano intenzionati a governare insieme. Se debba nascere una lista civica centrista con un candidato scelto di comune accordo ancora non è chiaro, ma non è da escludere che l’ibrido tra i due movimenti possa far parte di un’alleanza più ampia. Di sicuro non con i vecchi partiti di appartenenza di Mancin e Gibin, ovvero Pdl e Lega Nord: tutta da definire la situazione in casa dei principali soggetti di centrodestra, anche se le quotazioni per una candidatura dell’attuale assessore alla Pesca Raffaele Crepaldi sembrano alte. Alla partita prenderanno parte anche la sinistra tradizionalmente considerata “radicale” e il Movimento Cinque Stelle: soprattutto i grillini rischiano di ottenere numeri rilevanti dopo l’exploit delle elezioni politiche.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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