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“Rifiuti, maggiore equità”

A più di dieci anni dall’introduzione della raccolta porta a porta, Pierluigi Giaccarello, segretario cittadino del Partito Democratico, chiede un passo in più. Stop alla produzione indiscriminata di rifiuti: diamo inizio alla fase tre…
A proposto di introdurre un sistema che faccia pagare i rifiuti in base all’effettiva produzione. Come le è venuta questa idea?
“Nasce dall’introduzione della Tares: la una nuova tassa sui rifiuti che pagheremo da luglio”.
Con l’arrivo della Tares i cittadini pagheranno di più per volere del governo centrale. Ma pagheranno anche in modo più equo?
“Nella Tares i cittadini pagheranno altri servizi comunali oltre all’asporto rifiuti ma un’applicazione più equa dipenderà dal volere delle singole amministrazioni comunali”.
Cosa propone per trovare una maggiore equità?
“Io credo sia equo che un cittadino paghi in funzione della quantità di rifiuto secco indifferenziato che produce. Come già accade in alcuni Comuni è sufficiente avviare la politica della tariffazione collegata al numero di svuotamenti necessari per singolo nucleo familiare”.
Nei Comuni dove è attiva la rilevazione degli svuotamenti, come sta evolvendo il rapporto tra cittadini e raccolta differenziata?
“Nei Comuni dove è stata attivata c’è stata una riduzione del rifiuto secco (-17%) a fronte di un aumento dei rifiuti riciclabili (+8%). In parole povere: visto che il secco si paga e i riciclabili no, la gente è diventata più attenta nella differenziata. Ci sarà ovviamente qualche furbetto che getta una parte di secco nei riciclabili, ma sono veramente pochissimi e facilmente sanzionabili”.
Secondo lei ci sono altri vantaggi legati all’introduzione di un sistema simile?
“Risulta evidente che se incrementiamo sempre più la raccolta differenziata la percentuale dei rifiuti da conferire in discarica o in inceneritore può arrivare allo zero. Non c’è alcun interesse per i cittadini a non applicare questo sistema, casomai solo quello della lobby dei rifiuti che nell’incenerimento realizza dei super ricavi. In più nei comuni con la rilevazione degli svuotamenti sono sufficienti dai 25 ai 45 passaggi di secco all’anno (in base alle dimensioni delle famiglie), mentre a Monselice siamo a circa 100 passaggi annui. Minori passaggi determinano minori costi e minor inquinamento indiretto”.
Non c’è il rischio di avere un aumento dei rifiuti abbandonati?
“La nostra autorità di bacino ha già attivato un servizio di segnalazione dei rifiuti direttamente online, chiamato Città Pulita. Grazie a questo servizio i rifiuti rimangono meno al suolo e quindi non si formano le mini discariche abusive. Questo ovviamente genera un comportamento virtuoso perché c’è meno sporcizia in giro”.
Non si potrebbe invece passare ad una pesatura esatta?
“Sarebbe il massimo ma è ancora difficile. Ci sarebbero degli evidenti problemi logistici e in ogni caso non esiste un sistema di pesatura “omologato”. Si potrebbe fare con la creazione di isole ecologiche di quartiere, ma un passo alla volta…”.
Ci sono altre proposte in tema di ambiente che state avanzando con il Pd di Monselice?
“Credo molto nell’ambiente come volano di crescita economica. Il Pd sotto la mia gestione è apparso molto impegnato sul fronte ambientale, ma mai con atteggiamento ideologico.
Semplicemente siamo convinti che da maggiori investimenti in tema di ambiente derivino moltissime opportunità per favorire un’economia verde che porterà benessere, sviluppo economico e lavoro per la nostra città”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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