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Decathlon divide Rovigo

Nelle scorse settimane la richiesta di insediamento del colosso delle attrezzature sportive Decathlon in zona “La Fattoria” ha animato non poco la vita politica e commerciale di Rovigo. Divisi in due campi contrapposti si sono fronteggiati i favorevoli e i contrari al polo commerciale francese, chi ravvisando in questo un pericolo per il già indebolito commercio del centro, chi ravvisando nello stesso un’importante opportunità d’insediamento da non farsi sfuggire per nessuna ragione al mondo. In realtà non si è trattato solo di Decathlon, la proposta di insediamento, infatti, riguarderebbe quattro lotti da 2.500 metri quadri ciascuno, distribuiti tra un nuovo punto vendita Self, una seconda attività collegata alla società specializzata in articoli per bricolage, una terza struttura commerciale da definire e, appunto, il marchio francese. In merito abbiamo sentito il parere dei politici e degli esponeti del mondo commerciali interessati. Secondo Elena Grandi, Presidente di Ascom, “è poco opportuno realizzare nuove strutture di vendita quando ci sono molti spazi sfitti, anche di pregio”. Seguendo questa linea, tempo fa la Grandi chiese aiuto ad Isi Coppola, affinché bloccasse l’operazione, in sintonia con la nuova legge sul commercio che prevede lo sviluppo e la rivalutazione dei centri storici, per controbilanciare la proliferazione della grande distribuzione.
Di diverso avviso è Gianmichele Gambato, di Unindustria, che dall’Amministrazione comunale avrebbe voluto un “sì” senza se e senza ma. “La buona politica, rispettosa dei rapporti tra istituzioni e delle relazioni tra portatori di interessi, deve cercare soluzioni ai problemi – sostiene il leader di Unindustria – deve lavorare per il territorio e per dare opportunità di lavoro, non può permettersi di liquidare frettolosamente i problemi senza affrontarne ogni possibile soluzione”.
Ma la vicenda non divide solo il mondo del commercio. Anche quello della politica appare “diviso”. A partire dall’amministrazione comunale. L’assesore con delega al commercio, Matteo Zangirolami, nega (regolamento alla mano), l’investimento.
“La legge regionale sul commercio non lascia adito a interpretazioni spiega Zangirolami “ai Comuni viene data, peraltro, l’indicazione non solo di evitare il depauperamento dei terreni agricoli ma, pure, di favorire il recupero di aree degradate a partire dai centri storici che devono essere messi a valore, sia per agevolare l’insediamento commerciale, sia per migliorarne la vivibilità complessiva”; come già ricordato dalla presidente di Ascom.
Ma Piscopo e Bimbatti, rispettivamente assessori ai lavori pubblici e all’urbanistica, caldeggiano l’ampliamento dal momento che, nel caso in cui questo venisse concesso, Anas si farebbe carico di parte delle spese di realizzazione della rotatoria tra l’inserzione della statale 16 e viale porta Po; risolvendo un problema di viabilità abbastanza consistente.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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