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Il forno crematorio infiamma la protesta

Continua ad alimentare polemiche la decisione dell’amministrazione comunale di Bovolenta di realizzare nel paese un forno crematorio accanto al cimitero di Brusadure. Un gruppo di persone sembra non voler in alcun modo digerire la scelta, e così nei giorni scorsi ha manifestato il suo totale dissenso inscenando una movimentata protesta contro gli amministratori in occasione del consiglio comunale.
Armati di fischietto, striscioni e cartelli i manifestanti del “Comitato di difesa del territorio” si sono fatti sentire all’inizio e alla fine della seduta consiliare. E questo dissenso sembra continuerà ad essere manifestato a lungo visto che sta partendo una raccolta firme contro la realizzazione dell’impianto, che trova l’appoggio anche delle minoranze consiliari. Tutti concordi nel chiedere all’amministrazione di fare un passo indietro visto che la comunità di Bovolenta e Brusadure non gradisce il progetto e si dice preoccupata non solo per la propria salute ma anche per la concentrazione nella zona di impianti di biogas e altre iniziative come il forno crematorio.
Da parte sua l’amministrazione fa sapere di voler procedere con il bando per il project financing dell’impianto sottolineando che sulla scelta è stata fatta molta disinformazione: “Ci risulta che da più parti, anche dall’opposizione, si stia speculando su una tematica molto delicata diffondendo in paese informazioni false che stanno facendo leva sull’emotività delle persone. Si è fatto del sano terrorismo psicologico- continua il vicesindaco, Emiliano Baessato- esagerando in merito ai rischi di inquinamento che tale impianto può determinare. Soprattutto si sono dette falsità sui rischi per la salute dei cittadini”. Sembra infatti che il comune stia seguendo uno scrupoloso iter burocratico richiedendo alle ditte interessate a gestire il forno una dettagliata documentazione che dimostri l’idoneità dell’impianto al rispetto delle norme antinquinamento dell’aria, dell’acqua e dell’ambiente in generale.
“Come sindaco non posso che avere a cuore la salute dei miei cittadini e non mi sognerei neppure di proporre un impianto che vada in qualche modo a ledere la salute di noi tutti- spiega il sindaco Vittorio Meneghello- E’ previsto per legge l’intervento di autorizzazione e di controllo da parte di organi sovracomunali preposti, che hanno le competenze tecniche per questo genere di attività. Saranno loro a garantire, ancora di più, la sicurezza per il territorio”. L’amministrazione comunale, da parte sua, si è impegnata in consiglio comunale ad organizzare un’assemblea pubblica facendo intervenire a Bovolenta dei tecnici super partes per spiegare ai cittadini come sarà realizzato l’impianto, e quale è la situazione dei forni crematori oggi. “E’ chiaro che un incontro di questo tipo potrà tenersi solo se c’è la volontà delle persone di ascoltare anche altri punti di vista senza preclusione alcuna- continua Baessato- Teniamo presente che abbiamo esempi in molte città italiane ed europee di forni realizzati in mezzo alla città, vicino a quartieri abitati, vicino a università e scuole”. L’accordo con il gestore privato dell’impianto, che a regime sopporterà un lavoro medio di circa mille cremazioni all’anno, porterà al bilancio del comune, e quindi alla cittadinanza di Bovolenta, un’entrata nelle casse comunali di circa 40 mila euro all’anno che viste le esigue risorse di bilancio non è poca cosa.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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