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L’inquinamento torna in centro città

Si torna a parlare di inquinamento a Noale. O meglio, le polveri sottili non hanno mai lasciato il comune, anche se calate, ma i recenti dati pubblicati da Arpav, hanno fatto tornare d’attualità l’argomento. Stavolta riguardano i dati usciti dalle rilevazioni fatte in due parti lo scorso anno alla rotonda con la variante alla Noalese. Il primo periodo va dal 4 febbraio al 21 marzo, il secondo dal 20 giugno al 25 luglio. Ebbene, quasi un giorno su due, i limiti hanno superato i 50 microgrammi al metro cubo. In totale, i giorni analizzati sono stati 77, che hanno registrato in 36 volte. Una zona non scelta a caso, perché è molto trafficata, soprattutto dai camion, e i veicoli sono spesso in coda a causa del semaforo all’incrocio del Pioppeto. Con l’apertura del primo tratto di variante alla Noalese, avvenuto nell’autunno del 2010, il numero dei mezzi in transito è cresciuto e, complice il tratto di strada molto stretto, rende pericoloso il passaggio dei tir. Arpav ha comparato i dati con via Tagliamento e il Parco Bissuola a Mestre, scoprendo che nella prima si supera i limiti quasi un giorno ogni tre (26 sforamenti su 83 misurazioni), nella seconda quasi uno su quattro (19 giorni su 83 rilevamenti). Sempre in quella zona, Arpav ha registrato una media di 1,9 microgrammi al metro cubo di benzene, inferiore al limite annuo di 5 microgrammi ma superiore all’1,6 trovato al Parco Bissuola. Riguardo al benzo(a)pirene, la media è di 1,7 nanogrammi al metro cubo, quando dovrebbe essere 1, con punte del 3,2 in inverno e lo 0,02 in estate. Arpav, poi, fa presente come le medie totali sono state inferiori al limite annuale per il piombo e più basse ai valori obiettivo per arsenico, cadmio e nichel. E i residenti della zona sono preoccupati. “Il Pm10 sfora – spiega l’assessore all’Ambiente di Noale Renato Damiani – e questo è indubbio ma incidono tanti fattori, dalle stufette al traffico alle aziende attorno. Inoltre si devono analizzare le differenze tra l’estate e l’inverno. A livello di viabilità, pensiamo sempre all’idea del by-pass dietro a via Mestrina, dalla rotonda con la variante alla Noalese a via Cornarotta”. Il Pm 10 è sempre stato un problema nella storia recente della città, tanto da superare centri come Mestre, Padova e Verona. In certi giorni dell’anno, la qualità dell’aria era peggiore addirittura di Milano e Roma. A marzo 2008, si sono toccate medie giornaliere di 222 microgrammi al metro cubo, quando il limite di legge era di 50, mentre all’Arcella a Padova c’erano punte massime di 143. Nel 2009 stessa cosa, con sforamenti continui. Sempre restando in materia di smog, il Comune, tra gennaio e febbraio scorsi, ha voluto monitorare pure via Matteotti e via Cerva, attraverso la società Sinpro Ambiente. In via Matteotti (angolo via Piave) l’1, il 5 e l’8 febbraio si è toccato quasi 80 di microgrammi al metro cubo. In via Cerva, si è sfiorato l’80 il 28 gennaio e il primo febbraio, l’8 febbraio si è arrivati oltre i 100. Ma ci sono diversi giorni dove si è sotto i 50.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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