Home Rodigino Delta La molluschicoltura polesana teme il soffocamento

La molluschicoltura polesana teme il soffocamento

A lanciare il grido dall’arme, gli operatori delle lagune che, denunciando lo stato attuale di crisi provocato dalle morie vongole a Marinetta e Caleri, ritornano sulla questione chiedendo attenzione e aiuti concreti alle istituzioni.
La storia insegna infatti che le morie, ciclicamente, attanagliano le varie aree del territorio lagunare dove gli specchi d’acqua salmastra sono stati adibiti alle colture di vongole. In passato infatti è stata colpita anche la Sacca di Scardovari ed oggi più che mai, a fronte della problematica, si chiedono interventi per far fronte al rischio di veder vanificati investimenti da centinaia di migliaia di euro. Dalle concessioni di Rosolina a quelle di Scardovari, le cause delle morie che mettono in ginocchio le coltivazioni, negli anni, si ripetono le stesse.
Si tratta innanzitutto di problematiche che sono legate all’idrodinamica e che fanno variare repentinamente il grado di salinità delle acque facendole divenire letali per i molluschi.
Non è mancata in passato, anche la proliferazione delle alghe che, rubando l’ossigeno alle vongole in quelle situazioni del cosiddetto “morto d’acqua” e cioè quando non vi è un adeguato ricambio d’acqua dal mare, ha determinato la morte dei molluschi.
La laguna di Marinetta a Rosolina, inoltre, si sta interrando a causa dell’apporto di sedimenti dalla bocca a mare di Albarella, un fenomeno che provoca il soffocamento dei molluschi e compromette la vivificazione della laguna che diventa non più idonea all’allevamento.
La moria qui nella parte a nord-est della laguna ha raggiunto il 90% del prodotto coltivato, pari a una perdita stimata per allevamento di alcune centinaia di migliaia di euro. Non da meno, la problematica della demanialità è un limite più volte denunciato dai lavoratori delle cooperative.
Si tratta di una questione che è stata portata all’attenzione e affrontata anche in occasione del recente tavolo pesca che si è svolto a Rosolina al fine di cercare soluzioni allo sblocco delle concessioni agognate dai lavoratori del settore.
Un primo risultato ottenuto è stato l’annuncio da parte della Regione Veneto della futura concessione demaniale da mettere a bando nella laguna di Caleri pari a 18 ettari.
Ma le associazioni e gli operatori del settore auspicano possa essere solo l’inizio di un processo ben più ampio, nella speranza che un giorno non troppo lontano sia possibile ottenere l’ampliamento delle superfici demaniali per vere, a più livelli, maggior ossigeno per la molluschicoltura.
La vongola verace del Polesine rappresenta, di fatto, una prelibatezza che, per le caratteristiche specifiche che la contraddistinguono come eccellenza tipica del territorio, necessiterebbe di una rivalutazione anche dal punto di vista del marketing attraverso un marchio di qualità riconosciuto a livello nazionale.
Le vongole e le cozze raccolte nella Sacca degli Scardovari già si avvalgono del marchio D.O.P conferito al prodotto proprio grazie alle particolarità che contraddistinguono l’unicità tipica del territorio in cui crescono i molluschi.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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