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Pagamenti dilazionati dei canoni

Dopo aver esortato, con una drammatica e sostenuta protesta, la tanto attesa risposta della Provincia alle loro istanze, i vongolari ottengono dall’assessore Giuseppe Canali un segnale che vuole essere di disponibilità: i pagamenti dei canoni (380 euro per ettaro) delle concessioni in esclusiva per gli allevamenti saranno rateizzati, a condizione che i pescatori accettino un meccanismo di garanzia.
Messi in ginocchio dall’eccezionale moria di vongole della scorsa estate, i vongolari chioggiotti, si ritrovavano a dover pagare entro la scandenza del 31 marzo i canoni demaniali – alcune decine di migliaia di euro – di aree improduttive.
In una trentina avevano denunciato in più d’una occasione il disagio: senza reddito e concessionari di aree nelle quali le vongole morivano in massa, con raccolti persi e le scadenze da onorare per non compromettere le fideiussioni bancarie.
La protesta aveva raggiunto l’apice con la manifestazione dello scorso 21 marzo a Venezia, quando una ventina di loro si erano incatenati alla colonna del leone in Piazza San Marco.
I pescatori, esasperati da una situazione oramai insostenibile – da mesi non vendono prodotto e non riescono a fare reddito – denunciavano la mancanza di disponibilità della Provincia ad un dialogo. Sostenuti anche da Federcontribuenti nella loro iniziativa di protesta attaccavano, anzi, l’ente che non avrebbe voluto ascoltare le loro istanze. I pescatori denunciano da tempo che alcune opere di scavo eseguite in laguna la scorsa estate nel canale dei Petroli secondo loro sarebbero state la causa della anossia – mancanza di ossigeno – che avrebbe prodotto la moria delle vongole.
“Siamo in una situazione paradossale – affermava in occasione della protesta in piazza san marco – con lo Stato, rappresentato in questo caso dalla Provincia di Venezia, che da un lato è causa dei guai di questi pescatori e dall’altro, nonostante sia stato chiesto più volte un incontro con la presidente Francesca Zaccariotto, è sordo alle istanze dei lavoratori del mare”. “Chiediamo – aggiungeva – l’immediata sospensione della escussione delle fideiussioni fatte presentare a garanzia delle concessioni diventate inservibili”.
A questo riguardo i pescatori chioggiotti chiedevano nuove aree ed eventuali risarcimenti per il danno subito dalla categoria, danno, che secondo quanto stabilito da alcune perizie sugli esiti delle quali sono state messe al corrente anche gli enti competenti, sarebbe da attribuire non solo a cause naturali ma appunto anche ai lavori condotti in laguna la scorsa estate.
Motivazioni che Ruggero Ruggeri, presidente del Gral, l’ente provinciale coordinatore di tutte le attività legate alla produzione ittica della Laguna di Venezia, aveva “congedato” ricordando che lo scorso novembre nessuno dei pescatori volle cambiare quando fu chiesto a coloro che erano stati colpiti dalla moria di vongole se intendessero cambiare le aree in concessione.
A metà aprile il segnale di apertura dell’assessore provinciale Canali che non soddisfa a pieno le richieste dei pescatori, i quali avrebbero preferito rinviare del tutto i pagamenti, in una fase di grande difficoltà economica. Una strada quest’ultima non percorribile per l’assessore in quanto non prevista dalla legge.
Il dilazionamento delle somme può essere comunque un aiuto da parte della Provincia, a condizione che, osserva il vicesindaco Maurizio Salvagno che di recente aveva sollecitato l’attenzione della Provincia e del Gral sulla questione, le condizioni siano accettabili per i pescatori, relativamente a modi e tempi di pagamento.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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