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Politiche sociali, è assedio di richieste

Nel corso degli ultimi anni c’è stato un aumento progressivo degli accessi al Servizio Politiche Sociali a Salzano, tra il 2010 e il 2012 i cittadini che si sono rivolti al servizio sono passati da circa 500 a 827 casi; con un aumento molto forte nel corso del 2011. Questo dato è molto preoccupante soprattutto se osserviamo che la fascia d’età dei cittadini, più toccata, è quella over 65 anni, quindi proprio quella fascia che generalmente riconosce il capo famiglia, sennonché il padre. Purtroppo non mancano dati allarmanti che riguardano anche i più giovani di età compresa tra i 36 -50 anni, altra fascia in aumento; un’altra categoria che dovrebbe aver stabilizzato la propria identità lavorativa ed economia. Ovviamente il maggior responsabile di questo disagio è legato alla crisi economica (più del 50 % delle richieste) le difficoltà sono quelle basilari: problemi nel pagamento l’affitto, perdita del lavoro con conseguente incapacità economica ad affrontare i costi della quotidianità e bisogni abitativi. Un’altra forte richiesta d’intervento dei cittadini, è legata al sostegno e al supporto della domiciliarità; per l’accudimento fisico di persone non autosufficienti; con la richiesta di avvio dell’iter d’inserimento in strutture residenziali. L’obiettivo è di perseguire il benessere psico-fisico di ogni persona, il mantenimento nel proprio ambiente di vita sociale e culturale, prevenendo situazioni di emarginazione, disagio e abbandono. Questo servizio vuole promuovere l’autonomia dei cittadini attraverso lo sviluppo d’interventi sociali unitari per superare le difficoltà personali ed economiche legate a una situazione di bisogno temporanea o duratura, in un’ottica di sistema d’integrazione di servizi.“E’ chiaro che c’è una situazione molto grave e a livello mondiale che continua da troppi anni — dice il sindaco Alessandro Quaresimin — il Comune non può risolvere questo problema ma lo deve fare la Nazione. Si deve investire nel lavoro, perché quando le ditte chiudono non se riaprono di nuove e quindi le persone rimangono senza lavoro, in uno stato di disagio grandissimo. La sfida dell’amministrazione è quella di coinvolgere la cittadinanza contribuendo con il proprio lavoro e di avere cittadini attivi nel Comune, cosi le poche risorse rimaste si potranno destinarle alle famiglie più in difficoltà”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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