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Serie di frane sulla Rocca

Il simbolo di Monselice è sotto attacco. La Rocca, il colle più rappresentativo del Veneto medioevale, sta franando rovinosamente. Solo considerando il periodo vicino alla Pasqua, si sono verificate undici frane, spesso a ridosso di abitazioni e case del centro storico. Senza contare che sul colle ci sono anche una chiesa e una scuola, oltre ad un patrimonio artistico e culturale invidiato da tutto il mondo.
LA CRONACA. L’emergenza è scattata in poche ore, in seguito alle forti piogge che hanno flagellato tutto il nord Italia nelle scorse settimane. Il fronte considerato più critico è compreso tra via Galilei e la frana di via San Tommaso. Ma in generale non c’è una zona del colle che si possa definire completamente esente da rischi. Lo sfruttamento per l’estrazione della trachite, la manutenzione non sufficiente e una serie di opere incomplete, hanno portato la Rocca in una situazione critica. Risultato? Una ventina di famiglie sfollate e un disastro ambientale a cui sarà difficile trovare rimedio.
L’EMERGENZA. Un lavoro encomiabile che ha senz’altro garantito la sicurezza di tutte le famiglie coinvolte. Il merito va alla Protezione Civile di Monselice guidata dal consigliere responsabile Giuseppe Rangon. I volontari hanno sorvegliato il colle giorno e notte, aiutando le famiglie sfollate e sostenendo i lavori di messa in sicurezza delle zone a rischio.
RISCHIO CROLLI. A preoccupare c’è anche il mastio federiciano. Le mura sono infatti ormai pericolosamente vicine al fronte della cava, che continua a muoversi. Il perdurare di questa situazione rischia di portare a nuovi dissesti e non si può escludere che anche le mura possano essere coinvolte. Senza contare che si sta allargando anche la frana che aveva colpito il contrafforte della scuola “Sacro Cuore”. Ma anche la parete sud è ancora in movimento: lo dimostra l’ultima frana scoperta, quella che ha portato alla chiusura del campetto di calcio sempre della “Sacro Cuore”.
LE CAUSE. Le piogge avranno dato il colpo di grazia, ma le responsabilità andrebbero cercate piuttosto nello sfruttamento sconsiderato dell’estrazione della trachite. Senza dimenticare che sarebbe servita una manutenzione programmata e molto più attenta. La Rocca e il Montericco sono colline formate da rocce molto rigide, da cui si ricava la cosiddetta “masegna” per le pavimentazioni. Da una parte queste rocce hanno grande resistenza, dall’altra hanno grande sensibilità agli sbalzi termici: tendono a dilatarsi e a contrarsi con i cambi di temperatura e sono facilmente soggette a fessurazioni. Va da sé che l’infiltrazione dell’acqua è pericolosissima, visto che ghiacciando si espande e crepa anche le rocce più dure.
LA SOLUZIONE. Fermare le frane? Ormai è impossibile. Ma esistono sistemi come le reti di contenimento, che non impediscono la discesa del sasso ma lo frenano, o piccole barriere paramassi, sempre deformabili, o piccole gabbionate, tenendo conto anche dell’aspetto visivo.
Di certo, una volta passata l’emergenza, bisognerà intervenire radicalmente. I sit-in di protesta in difesa del colle non sono mancati ed è chiaro che la tutela della Rocca dovrà diventare la massima priorità di tutti gli amministratori.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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