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Territorio isolato senza collegamenti viari

Il Gruppo Turismo Chioggia richiama l’attenzione sul problema logistico e sull’isolamento della città. Un giovane su due senza lavoro, la concorrenza di un porto logistico a 10 km in linea d’aria e una Romea al collasso. Tre buoni motivi per procedere velocemente con la realizzazione di nuovi collegamenti viari come la Romea commerciale, il cui progetto è stato nuovamente rinviato dall’esame del Cipe su richiesta dei comitati della Riviera, che reclamano una maggior attenzione ambientale per il loro territorio.
“I costi sociali del nostro isolamento non sono più sostenibili – spiega Alessandro Da Re, presidente Ascom – la bocciatura della Romea Commerciale è uno dei tanti episodi che continuano a penalizzare la città nel suo insieme, al di là della questione dei flussi turistici. Il traffico attuale della Romea arriva a quasi 3000 mezzi all’ora con una velocità media tra gli 80 e i 103 km orari. La messa in sicurezza dell’attuale Romea è auspicabile e necessaria, ma non potrà risolvere né la questione della pericolosità dei flussi del traffico, né tantomeno il rilancio del territorio. L’Italia è drammaticamente indietro rispetto agli altri paesi europei. In particolare, per il gap della filiera logistica e dei sistemi di trasporto, rispetto alla Germania sono andati in fumo 142 miliardi di prodotto interno lordo in 10 anni. Ammonta invece a 50 miliardi la perdita di ricchezza nel solo 2010, dovuta al divario infrastrutturale esistente fra le aree del nostro paese. Risultano incompiute 27 opere infrastrutturali, alcune risalenti a 50 anni fa, per un valore di 31 miliardi di euro”.
Si tratta di un quadro ancora più sconfortante se messo a confronto con i dati della depressione occupazionale giovanile dell’area di Chioggia, Cona e Cavarzere.
“Nel nord della Provincia – afferma Marino Masiero di GTC – la disoccupazione tocca il 22%, da noi il 50%: siamo ai livelli della Calabria. Un gap pesantissimo che trova anche nella mancata o ritardata infrastrutturazione stradale e in una mobilità ottocentesca le sue cause principali. Gli investimenti per le infrastrutture in Italia hanno subito un taglio per il triennio 2012-2014 di 18 miliardi di euro. Delle risorse comunitarie è stato utilizzato solo il 12% dei 41 miliardi stanziati per il quinquennio 2007-2013. La rete autostradale italiana negli ultimi 20 anni è cresciuta di un decimo rispetto a quella francese e addirittura venticinque volte meno di quella spagnola. Noi siamo assolutamente sensibili alle questioni ambientali e siamo dell’idea che le strade inutili che deturpano il territorio non si debbano fare, ma abbiamo un porto commerciale sul quale in trent’anni sono stati investiti oltre 150 milioni di euro che non decolla perché non abbiamo collegamenti infrastrutturali con il resto dell’Italia”.
Forti critiche sono dirette da Masiero anche al polo logistico di Dogaletto. “Questo polo, collegato alla piattaforma offshore, sancirà definitivamente la morte del porto di Chioggia. Non si capisce perché, nonostante tutti gli elementi di salvaguardia della laguna e di preservazione di un territorio così delicato, si pensi a fare un nuovo terminal portuale che prevede l’attraversamento del futuro sito Unesco da parte di centinaia di chiatte portacontainer. Tutto ciò è inconcepibile a maggior ragione se si considera che a poco più di una decina di chilometri in linea d’aria c’è un porto più che attrezzato, che attende solamente le merci”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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