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Una sola Anagrafe per 6 Comuni

L’Unione Megliadina brucia le tappe e si conferma lungimirante. Dallo scorso 2 aprile, infatti, l’ente nato nel 2001 ha aggregato in forma associata i Servizi Demografici, aumentando a quattro le funzioni gestite in associazione tra tutti i Comuni aderenti all’unione. La Megliadina già dal 2006, ancor prima degli obblighi di legge, aveva associato Polizia locale, Protezione civile e Gestione rifiuti. E’ una delle poche a fornire già la carta d’identità digitale e punta all’unificazione di tutte le funzioni basilari di un Comune, che in totale sono dieci. Progetti a parte, è l’oggi di cui si fa lustro il direttivo dell’Unione, che con l’unificazione dei Servizi Demografici regala ai cittadini una riduzione concreta dei budget e un innalzamento della qualità del servizio. Con l’unificazione di questa funzione, la gestione di anagrafe, stato civile, elettorale e leva-statistica è ora comune a Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale, Piacenza d’Adige, Ponso, Santa Margherita d’Adige e Vighizzolo d’Este.
Ogni cittadino, tanto per capire, potrà recarsi in uno qualsiasi dei sei municipi e ottenere una prestazione, senza per forza dover fare riferimento al proprio Comune. Potrà dunque ottenere un certificato, una nuova carta d’identità, chiedere informazioni o visualizzare una pratica legata alla demografia. Commenta Sandro Parolo, presidente dell’Unione: “Il primo obiettivo è quello della riduzione dei costi che ci impegniamo a rendicontare pubblicamente a fine anno. Il risparmio sarà dato dal passaggio ad un’unica figura direttiva al posto delle sei di prima, dalla razionalizzazione della risorse umane e dalla migliore gestione dei turni lavorativi. L’omogeneizzazione del servizio garantirà anche un innalzamento della qualità”.
Aggiungono Daniela Bordin e Valentino Chiarello, membri della giunta: “E’ un passo fondamentale che apre le porte anche all’unificazione di tutte le altre funzioni. Già dalla prossima estate vorremmo lavorare per uniformare tutte e dieci le funzioni degli enti comunali. I nostri cittadini e gli stessi dipendenti pubblici hanno capito l’importanza di questo processo di riordino e di razionalizzazione”.
Con l’associazione di tutte le funzioni, non c’è il rischio di mettere in atto una fusione di Comuni più che una semplice unione?
“Siamo sempre stati scettici alle fusioni – risponde Parolo – e non è quello che ricerchiamo. E’ vero però che con questo processo verrà naturale pensare ad un’unica realtà, anche se rimarranno le identità delle singole municipalità. Grazie a questo percorso andremo a snellire quella burocrazia che, al pari della politica, ha un peso eccessivo sulla comunità”.
E il progetto di maxi-unione con i Comuni del Montagnanese?
“Assolutamente no, almeno per ora. Non vogliamo rallentare la nostra marcia. Sappiamo quello che lasciamo e non quello che troviamo. Prima lavoriamo per noi, poi per le esigenze degli altri”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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