Home Veneziano Miranese Sud “No alla chiusura dell’ospedale cittadino”

“No alla chiusura dell’ospedale cittadino”

Nessuno a Noale vuole credere, o pensare, che si perderà l’ospedale. Dopo tutto, il Pier Fortunato Calvi non solo è inserito nella città da un punto di vista urbanistico ma pure viscerale. In un Consiglio comunale di Camponogara, il direttore generale dell’Ulss 13 Gino Gumirato ha fatto intendere che la struttura di Noale possa chiudere. L’idea futura di sanità locale vedrebbe Ortopedia e Chirurgia a Mirano, mentre gli uffici medici di Mirano e Noale andrebbero a Dolo, senza ridurre posti letto e prestazioni. Dunque, tutta l’area del Miranese e della Riviera sarebbe coinvolta e si stanno aspettando le mosse della Regione per capire come evolverà la sanità dei due comprensori. Insomma, una rivoluzione ma da Noale si aspetta di capire cosa deciderà la Regione sulla schede, che significano la programmazione dei prossimi anno. In pratica si andranno ad aumentare le competenze e le specializzazioni dei singoli poli. Il reparto di Cardiochirurgia sarà radicato a Mirano, dove è già un’eccellenza, ma i medici che lo compongono interagiranno con gli ospedali di Padova, Treviso e Mestre. “Sono polemiche fondate su ipotesi — tranquillizza il sindaco Michele Celeghin — e non su notizie e dati. Mancano ancora le schede regionali. Come giunta, da tempo stiamo lavorando per avere a Noale il polo riabilitativo, così come previsto sinora, e sono in contatto con l’Ulss 13 perché si trovino quelle soluzioni per evitare la chiusura, a cui la nostra città si è sempre detta contraria. Lasciamo stare le polemiche: è tempo di lavorare”. Prudente pure Carlo Zalunardo di Uniti per rinnovare ma pronto a difendere l’ospedale. “Mancano le schede — osserva il medico e predecessore di Celeghin — ma se l’ipotesi chiusura fosse vera, sarebbe un fatto grave non solo per Noale ma per tutto il territorio. Faremo il possibile, come categoria e gruppo consiliare, perché questo non accada”. Preoccupato Gianni Tegon, capogruppo di Progetto dei noalesi. “Chiudere il Pier Fortunato Calvi — spiega il consigliere — significherebbe portare il degrado in centro. Guardiamo cosa sta succedendo a Mestre. E poi lì che ci facciamo? Un centro commerciale? La mia è una provocazione ma attenzione alle decisioni che si prendono. Sono sempre stato contrario alla chiusura dell’ospedale e lo sono ancora”. Il consigliere veneto del Pd Bruno Pigozzo, preferisce non sbottonarsi ma lancia un avviso al governo di Luca Zaia, chiedendo a Palazzo Balbi quali siano le intenzioni future. “Ci dicano in commissione cosa vogliono fare — fa sapere — e poi apriamo il confronto. Su Noale siamo ancora nel campo delle ipotesi, manca la direttiva regionale. Sappiamo che il Pier Fortunato Calvi non sarà una struttura per acuti ma può avere la riabilitazione, la Medicina dello sport, l’hospice e l’Unità territoriale di assistenza primaria (Utap ndr). Per ora si fa un discorso solo economico ma prima serve capire quale saranno i programmi regionali”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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