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“Parisotto banalizza il problema. Il comune non ha i soldi per mantenere il servizio”

Dopo l’attacco al sindaco di Pier Luigi Parisotto relativamente alla soppressione del Giudice di pace in città, Henri Tommasi (in foto) risponde difendendo la sua posizione: “Questa situazione è stata erroneamente enfatizzata dal capogruppo del Pdl che mi ha accusato di non essere intervenuto tempestivamente per il mantenimento di questo servizio. La realtà non è così semplice come è stata letta da Parisotto. A me dispiace molto di questa perdita, a maggior ragione essendo anche un avvocato”. La situazione dunque appare secondo Tommasi molto più complessa e porta l’esempio della vicinissima Adria, dove sono stati coinvolti altri comuni del delta per cercare di mantenere il servizio sul piano economico, proposta naufragata per il rifiuto di un comune. “Per quanto concerne la situazione della nostra città, ci sarebbe stata solo Cona – spiega- Sottolineo a nome degli enti locali l’inutilità a livello ministeriale di scaricare i problemi sul piano locale senza tuttavia aumentare le risorse dei comuni. In pratica, il giudice di pace poteva essere mantenuto purché fosse stato il comune a mantenere il servizio sul piano delle spese amministrative, senza beneficiare di alcun aumento del gettito statale. L’unica spesa che non sarebbe gravata sul comune sarebbe stato il costo del magistrato togato”. Il sindaco ricorda che per il mantenimento del servizio del Giudice di pace sarebbero serviti 120.000 euro annui “per cui sarebbe servito come minimo un ampliamento delle risorse di 100.000 euro. Si tratta di un tema scottante e molto complesso, dato che il nostro paese è tra gli ultimi posti al mondo in materia di giustizia e tutto questo non fa che aggravare una situazione già penosa”. Il futuro dunque appare molto incerto, anche perché il presidente della Corte d’appello di Venezia ha manifestato la difficoltà nell’incorporare ulteriori uffici. “Pertanto le difficoltà nel mantenimento del servizio non sono certo da imputare alla nostra volontà” sottolinea. La riflessione si fa più amara: ”I comuni stanno diventando ormai una sorta di scaricabarile: ricordo come il centro per l’impiego, chiuso l’anno scorso per mancanza di finanziamenti, aperto un giorno alla settimana, è a carico del comune, così come le utenze degli uffici postali; insomma, si assiste sempre più al sovraccarico delle responsabilità economiche sui comuni, i quali stanno diventando semplici esattori, con il compito di riscuotere le tasse e accollarsi i servizi”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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