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Cinque nomi per il municipio

L’elezione del successore di Silvano Finotti si annuncia come un rompicapo di difficile risoluzione: nei dieci anni di mandato del sindaco uscente il panorama politico si è fatto più frazionato e inquieto, tanto che alle elezioni dei prossimi 26 e 27 maggio saranno cinque le liste a disposizione della scelta dei cittadini portotollesi. Sulla falsariga di quanto accaduto a Roma, anche a Porto Tolle il Partito Democratico è andato in frantumi alla prima conta utile: il partito, già indebolito dalle polemiche scaturite con le primarie nazionali, è piombato nel caos all’indomani delle primarie di coalizione che hanno sancito la vittoria di Claudio Bellan. I contendenti sconfitti, Roberto Pizzoli e Silvana Mantovani, hanno scelto a sorpresa di abbandonare il “Patto dei progressisti e moderati” per creare una lista antagonista con Pizzoli candidato sindaco e che può contare sul supporto del Pdl dell’assessore Raffaele Crepaldi, oltre che del Partito Socialista e di un gruppo di transfughi del Pd come l’assessore Angelo Stoppa e Dino Ravara. Una vera e propria scissione che ha causato le ire di Bellan, tanto da indurlo a bollare come “atto di miseria politica” la scelta di Pizzoli e Mantovani. Attorno al Pd gravitava anche il renziano Giacomo Bovolenta che assieme a un gruppo riconducibile a Sinistra Ecologia e Libertà ha messo in piedi la lista “Adesso per Cambiare”: Bovolenta non ha preso parte alle primarie di coalizione, preferendo fin da subito l’opzione personale. Gli elettori di centrosinistra avranno quindi l’imbarazzo della scelta, a maggior ragione con la presenza di “Porto Tolle a Sinistra”, lista che vede il giovane Angelo Motta come candidato sindaco. Quinto incomodo, si fa per dire, il Movimento Cinque Stelle con il candidato Massimiliano Battiston: i grillini hanno fatto il pieno di voti in occasione delle elezioni politiche (arrivando a quota 1.800) e puntano a giocare la parte degli outsider di lusso nella competizione portotollese. Con lo scenario attuale è difficile pensare a una vittoria al primo turno di uno degli schieramenti in campo: l’eterogenea coalizione di Claudio Bellan, comprendente Pd, Udc e gruppi civici riconducibili al centro, viene data per favorita, ma sconta inevitabilmente l’indebolimento provocato dalle uscite eccellenti dei suoi ex compagni di viaggio.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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