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Il Comune chiede aiuto

E’ tempo della dichiarazione dei redditi e il cittadino italiano contribuente ha la possibilità di scegliere dove destinare il suo 5 per mille dell’imposta sul reddito a finalità di sostegno del volontariato o di organizzazioni di utilità sociale. Fra queste, ad esempio, potranno essere finanziabili anche le politiche sociali del Comune di Vigonza, guidate dal vicesindaco e assessore alle politiche sociali di Vigonza, Cesare Paggiaro.
L’amministrazione comunale ha deciso di rimboccarsi le maniche, proponendo tramite una richiesta ai propri cittadini di destinare i fondi del 5 per mille alle politiche comunali dedicate al mondo del sociale, al welfare vigontino e all’aiuto, non solo economico, delle fasce più deboli o di chi in questo arduo periodo si trova in vera difficoltà.
Ecco perché la giunta comunale si è mobilitata al fine di promuovere al massimo questa iniziativa. Le attività sociali che il Comune di Vigonza dedica ai più deboli sono molteplici, dall’aiuto agli affitti e dunque alle politiche della casa, alla retta per i minori al sostegno alle famiglie, dall’assistenza per gli anziani alle politiche per i diversamente abili.
Negli ultimi anni il fondo nazionale per le politiche sociali che serviva a finanziare questi servizi è stato ridotto. Nonostante il ridimensionamento di questo introito nei confronti delle amministrazioni locali, il comune di Vigonza ha comunque continuato a erogare i servizi sociali per i soggetti che si trovano in gravi difficoltà, evidenziando come per il comune l’attenzione alle problematiche dei cittadini fosse sempre alta ed importante.
I cittadini che vogliono destinare questo aiuto economico possono partecipare donando il 5 per mille, l’operazione non ha costi, non si tratta infatti di una spesa aggiuntiva, e basta solamente apporre la propria firma all’atto della dichiarazione dei redditi.
Per destinare il 5 per mille al Comune di Vigonza, basta apporre la propria firma nello specifico riquadro predisposto nei modelli Cud, 730 e Unico.
Anche per l’anno finanziario 2013, quindi, il contribuente potrà destinare il proprio 5 per mille, non solo agli enti comunali, ma anche a sostegno delle seguenti finalità: sostegno degli enti del volontariato (Onlus – Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali, associazioni e fonazioni riconosciute che operano nei settori indicati dall’articolo 10), finanziamento agli enti della ricerca scientifica e dell’università, finanziamento agli enti della ricerca sanitaria, sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza del contribuente, sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal Coni a norma di legge che svolgono una rilevante attività di interesse sociale.
Questo contributo è stato introdotto per la prima volta dalla Legge Finanziaria del 2006, riscuotendo un grande successo. Nel 2013 il tetto massimo di imposte destinate a fini sociali potrà essere di 400 milioni di euro.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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