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In Polesine una crescita esponenziale

Tra le province del veneto, Rovigo è forse quella che brilla meno per quanto riguarda le ore di cassa integrazione richieste, i dati, infatti, parlano di aumenti esponenziali che mettono in luce un’economia provinciale fortemente condizionata dalla crisi. Se tra il 2011 e il 2012 le percentuali inerenti la richiesta di ammortizzatori sociali pareva già essere a livelli di emergenza, i dati della Cgil parlano di un + 21%, nei primi mesi di quest’anno le cose paino essere andate ancora peggio: a gennaio la crescita accertata per la richiesta di cassa integrazione ordinaria e straordinaria è stata del 67% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Numeri che suonano come un allarme per il mondo del lavoro ma anche per chi è in pensione le cose non sembrano andare molto meglio. In questo caso sono gli studi della Spi Cgil a fotografare una situazione che tra gli ex lavoratori si fa di giorno in giorno più preoccupante. I calcoli condotti su base nazionale parlano di un meno 33% negli ultimo 15 anni rispetto all’economia reale, mentre il valore di una pensione media è diminuito del 5,1% ma non è finita, l’andamento delle pensioni sarebbe destinato a peggiorare nei prossimi anni. Il blocco della rivalutazione annuale, previsto dalla riforma Fornero (su assegni superiori a tre volte il minimo, cioè circa 1400 euro lordi), ha infatti alleggerito di circa 1.135 euro in media, in 2 anni, ben 6 milioni di pensionati. Un anziano con un assegno di 1.200 euro netti al mese, calcola lo Spi, ha perso circa 28 euro al mese nel 2012, e ne perderà 60 nel 2013, mentre chi percepisce una pensione di circa 1.400 euro netti ha perso 37 euro al mese nel 2012 e ne perderà 78 nel 2013.
 A tutto questo si dovrà sommare anche l’aumento di tasse e tariffe previsto per il 2013, che dovrebbe pesare per circa 2.064 euro a testa, il 20% in più rispetto al 2012. Per le tasse se ne andranno infatti, calcola lo Spi, circa 640 euro medi tra addizionale regionale Irpef, addizionale comunale, Imu e Tares; è ben il 12% in più rispetto al 2012. Per le tariffe, la spesa media sarà di 1.424 euro tra telefonia fissa, acqua, luce, gas e riscaldamento. A pesare inoltre anche il canone Rai e l’aumento dal 22% al 23% dell’Iva che scatterà in luglio.


Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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