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Per il turismo si fa troppo poco

Vocazione turistica? Un po’ Adria se la sente da sempre, ma un vero e proprio decollo, che porti anche risvolti economici, manca davvero. “Siamo tagliati fuori dal grande turismo – afferma Mario Bordin, ottico da una vita in città, con negozio sulla parte sud di strada grande – chi arriva in Veneto, generalmente, si dirige a Venezia, passando per Padova e Verona. Dovremo anche capire che turismo ci aspettiamo, probabilmente mirato e non di massa. Adria dovrebbe inserirsi all’interno delle grandi strutture turistiche ed è la Pro loco che su questo, proponendo gli itinerari di visitazione, dovrebbe puntare. Certamente – conclude Bordin – servirebbero collegamenti viari veloci e se arrivasse la tanto attesa autostrada, probabilmente diventerebbe comodo l’accesso in città”.
“Per attirare gente ad Adria occorre l’impegno per valorizzarla – dice Raffaella Schettino, storica titolare di “Paciughino”, abbigliamento per bambini- ma qui manca l’unione, a differenza di quello che accade in paesi piu piccoli”. Anche per Rossella Franzoso, da vent’anni nel settore abbigliamento, titolare di “Immagine Moda”, il grande turismo si sposta altrove e qui, secondo lei, non arriva il turista che spende. “Servirebbe – spiega la signora Rossella – far traghettare in estate i turisti delle vicine spiagge con adeguati mezzi di trasporto. Ovvio che servirebbe un maggior senso di appartenenza alla città, ad Adria non manca nulla, però tanti residenti, per acquistare, si spostano altrove”. “Manca da sempre una tradizione turistica — dice Roberto Barbujani titolare di un negozio di pelletterie, nonché presidente della neo associazione di promozione “Adria.com”- chi arriva ad Adria, arriva per caso. Il museo non decolla come dovrebbe, nonostante gli sforzi, anche di grandi mostre come quella su i BalKani di qualche anno fa, che portò tantissimo pubblico al museo, ma non in centro città. Più volte si parla di Adria quale porta del Delta e ciò dovrebbe essere appunto collegato al parco – afferma Barbujani – ma anche il parco è poco conosciuto e fuori, quandi si parla di parco del Delta, si fa riferimento solo a Ferrara. E qui dobbiamo ammettere che in l’Emilia Romagna sanno ben vendere un parco che in fondo non hanno”.
“Creando l’associazione “Adria.com”- conclude Barbujani- abbiamo pensato che ciò possa diventare un ulteriore supporto alle iniziative della città”. “Adria ha tutte le carte in regola – commenta infine Andrea Mazzucato, impiegato, laureato in giurisprudenza – sotto ogni punto di vista, sia culturale, sia estetico, ma per il turismo non si è mai fatto nulla di concreto. Un idea per lanciare la città potrebbe essere quella di puntare sull’enogastronomia, quindi la formazione di pacchetti turistici, magari lanciati in rete sul sito del comune, a seguito di accordo con albergatori e ristoratori. Un esempio potrebbe essere l’ingresso omaggio al museo per chi soggiorna tre giorni in città. Ed è ovvio che le visite culturali e della città inducono anche agli acquisti nei negozi”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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