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Reddito di cittadinanza

Uno stipendio da 750 euro per chi è senza lavoro e vive in Veneto da due anni. Non solo una fantasia, ma una vera e propria proposta di legge regionale. Ad avanzarla è un gruppo di Comuni padovani con in testa quello di Baone. Il sindaco Francesco Corso, assieme ai colleghi di Anguillara Veneta ed Arzergrande, ha infatti presentato alla Regione Veneto l’iniziativa del “Reddito minimo di cittadinanza e contrasto alla povertà”, che nel Veneto ha già raccolto migliaia di firme e che ora è diventata anche proposta di legge regionale. La proposta è stata ascoltata dalla quinta commissione regionale, competente in materia di assistenza.
Spiega Corso: “La proposta di legge presentata in commissione prevede un reddito minimo di cittadinanza di 750 euro mensili a chiunque risieda nella Regione da almeno due anni e che risulti disoccupato da almeno sei mesi, con un reddito non superiore ai 5.000 euro all’anno. Questo reddito lievita a 10.000 euro qualora nella stessa famiglia vi siano più persone che hanno diritto al reddito minimo di cittadinanza”. La legge (il cui testo ha ormai due anni) prevede che spetti alla Regione l’attuazione e l’erogazione dello “stipendio minimo”, mentre al Comune toccherà l’onere di selezionare gli aventi diritto e di progettare per ciascuno di essi l’intervento complessivo, che prevede, oltre all’erogazione monetaria, anche altre misure idonee a contrastare lo stato di povertà. La proposta di legge è stata fatta propria da numerosi consigli comunali veneti. Il primo, nel luglio 2011, è stato proprio il Comune di Baone. Continua Corso: “Anche in Veneto aumentano a dismisura le famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà. Precari e nuovi poveri esclusi da una serie di diritti fondamentali, senza i quali non è possibile godere di una piena cittadinanza: il diritto alla casa, alla mobilità, alla salute, al sapere. Nonostante il Parlamento Europeo in una risoluzione dell’ottobre 2010 parli del “reddito minimo nella lotta contro la povertà e la promozione di una società inclusiva in Europa”, l’Italia è l’unico paese, insieme alla Grecia, che non lo prevede”. La commissione regionale dovrà fornire un parere consultivo alla prima commissione bilancio.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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