Home Padovano Conselvano “Bovolenta aria pulita” no a nuovi impianti

“Bovolenta aria pulita” no a nuovi impianti

La realizzazione del forno crematorio a Bovolenta ha movimentato nei mesi scorsi le persone contrarie all’iniziativa che si sono riunite nel comitato “Bovolenta aria pulita”. Si tratta di una libera associazione apartitica ed apolitica di cittadini residenti nel territorio, nata a salvaguardia dell’ambiente comunale e sovra comunale. In particolare a preoccupare il comitato è l’effetto accumulo delle emissioni prodotte dall’elevata concentrazione di impianti (esistenti ed in progettazione) in un’area relativamente limitata al confine tra Bovolenta e Polverara: un forno crematorio a doppia linea a Brusadure, 3 biogas a Bovolenta, 1 biogas industriale a Polverara, 2 essiccatoi di mais a Bovolenta, molti allevamenti zootecnici (soprattutto intensivi) avicoli, bovini, suini, una nuova stalla-allevamento intensivo nelle immediate vicinanze di uno dei nuovi impianti di biogas, un impianto a biomassa programmato a Polverara.
A tutti questi insediamenti bisogna aggiungere anche che nel territorio comunale sono già esistenti tre zone industriali e due zone artigianali, più un’area industriale a Polverara, tutte vicine a zone densamente abitate. “Il comune di Bovolenta è inserito in un contesto territoriale ad alto rischio idraulico e la zona in cui dovrebbe sorgere il forno crematorio è classificata “zona a ristagno- spiega la dott.ssa Emanuela Balbo, del comitato – La rilevazione Arpavdel 2012 per Bovolenta ha evidenziato valori di benzo(a)pirene, un idrocarburo policiclico aromatico classificato come cancerogeno certo, in concentrazione media sensibilmente superiore al valore limite annuale, così come le PM10 e Ozono, e quindi il contesto di Bovolenta è già ora oltre i limiti di legge”.  
I componenti del comitato si sono autotassati per promuovere delle analisi ambientali ante-operam nei territori interessati al fine di confrontarle con i dati derivanti dalle emissioni di queste opere qualora fossero realizzate). La sensibilizzazione dei cittadini ha già permesso la raccolta di più di 700 firme contro la realizzazione di impianti ritenuti nocivi e i cui benefici economici per il paese non sono ancora chiari.
Dalla stessa parte del comitato si è schierata la minoranza di “Bovolenta Viva” guidata da Anna Pittarello che ha votato per il blocco: “Siamo consapevoli di aver votato a favore del progetto nel consiglio del 30 luglio 2012. Nel poco tempo a disposizione per prendere coscienza del progetto (48 ore), dopo essere stati rassicurati dalla maggioranza sulla sicurezza dell’impianto per la popolazione e sul volume d’esercizio ridotto dello stesso, dopo aver considerato l’opportunità economica per il comune di Bovolenta abbiamo espresso il voto favorevole come gli altri 14 consiglieri. Ricordiamo che in quell’occasione avevamo comunque espresso la nostra preoccupazione per le emissioni, la scarsa viabilità e di come oltre al consiglio non fosse stata precedentemente informata la popolazione.
Da subito dopo l’approvazione sono iniziati i malumori da parte di alcuni abitanti di Brusadure e Bovolenta, espressioni di dissenso che abbiamo ascoltato ma non accolto. Ora a sette mesi dall’approvazione della delibera siamo di fronte ad una manifesta volontà degli abitanti di Brusadure e Bovolenta di non volere la realizzazione dell’impianto. Ritenendo che il nostro compito sia quello di rappresentare la volontà dei cittadini, senza scendere in merito alla pericolosità o meno dell’impianto per la salute prendiamo atto che chi dovrebbe accogliere la struttura non la vuole e che soprattutto il beneficio economico che il comune dovrebbe ricevere (300 mila euro subito per la concessione di 30 anni), non né giustifica il sacrificio”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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