Home Rodigino Adria Brusco: “Le liste d’attesa sono lunghe perché gli ospedali sono in sott’organico”

Brusco: “Le liste d’attesa sono lunghe perché gli ospedali sono in sott’organico”

L’organizzazione dei nuovi orari ambulatoriali saranno di competenza dei direttori generali delle Ulss, ossia ogni ospedale deciderà come procedere e rendere attuativa la riorganizzazione all’interno della propria Usl, rispettando i contratti aziendali. A tal proposito la Regione avrebbe messo un plafond di circa una ventina di milioni di euro su base annua.
Come si comporterà l’Ussl 19 di Adria? Per ora tutto tace, mantenendo il riserbo ai piani alti.
L’assessore provinciale alla Sanità, Guglielmo Brusco, ci tiene tuttavia a precisare: “Si tratta di un’indicazione per ora!” mentre alla domanda sull’efficacia del servizio, risponde: “se non c’è proprio altro di meglio…”. Secondo l’assessore il vero problema non risiede tanto nel numero delle ore giornaliere effettuate ma dal numero presente negli ospedali pubblici dei dipendenti e dei tecnici preposti al funzionamento di tali macchine specialistiche, in forte deficit.
“Faccio solo un esempio; all’ospedale San Luca di Trecenta la macchina della densitometria ossea viene utilizzata mezza giornata alla settimana, davvero pochissimo”.
Brusco dunque propone di incrementare il numero del personale specializzato preposto a questi specifici esami, piuttosto che aumentare le ore del servizio e punta l’indice sulla maniera in cui si distribuiscono le risorse economiche per la sanità privata, che a suo parere avviene “in modo molto discutibile”. “Anziché utilizzare 20 milioni di euro per questi incentivi che mettono l’accento sugli orari, si potrebbe puntare piuttosto sull’aumento del personale pubblico di tipo tecnico, infermieristico e medico, ad esempio assumendo 500 unità in più, ed elargendo meno finanze alla sanità privata”- le sue parole. “A Rovigo, solo per restare in casa, ci sono attualmente 286 dipendenti in meno rispetto alla pianta organica, da cui deriva il vero motivo delle lunghe liste d’attesa. Manca dunque personale, e quello presente si trova ad essere oberato, stressato, per colpa di un limite insostenibile. I dipendenti ospedalieri sono donne e uomini coraggiosi — conclude — a loro va il mio riconoscimento”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Le più lette