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Claudio Bellan è il nuovo sindaco

È stata una campagna elettorale, lunga e logorante (per tutti, candidati e cittadini) quella che ha portato Porto Tolle a eleggere il suo nuovo sindaco e a rinnovare il consiglio comunale. Alla fine, come spesso accade, ha vinto il grande favorito: l’assessore provinciale Claudio Bellan si è imposto sugli altri quattro sfidanti raccogliendo il 38,82% dei consensi, pari a 2.331 voti.
Dietro di lui la lista civica di Roberto Pizzoli (1.876 voti pari il 31,51%), il renziano Giacomo Bovolenta (806 voti pari al 13,53%), il grillino Massimiliano Battiston (652 voti pari al 10,95%) e il rappresentante della sinistra Angelo Motta (308 voti pari al 5,17%). Un’elezione, quella di Bellan, prevedibile ma non certo scontata viste le vicende che hanno fatto da prologo al voto portotollese: lo schieramento del neo sindaco, definito “di progressisti e moderati” comprende il Partito Democratico, l’Udc e i gruppi civici di centro legati a Ivano Gibin e Mirco Mancin. Subito dopo l’ufficialità del risultato Bellan ha dichiarato che lascerà l’incarico in Provincia per dedicarsi esclusivamente alla carica di primo cittadino. Non è quindi riuscito lo sgambetto a Roberto Pizzoli: l’ex assessore, subito dopo le primarie di coalizione che lo avevano visto arrivare secondo dietro a Bellan, aveva messo assieme una lista civica propria, alleandosi con Partito Socialista, Pdl e Lega Nord e provocando un’inattesa scissione all’interno del Partito Democratico.
Pizzoli entra in consiglio comunale per occupare i banchi della minoranza assieme ad altri due rappresentanti illustri della Finotti Bis, Silvana Mantovani e Raffaele Crepaldi che hanno raccolto rispettivamente 323 e 339 preferenze. Vicino a lui siederanno i due capi lista di “Adesso per Cambiare” e Movimento 5 Stelle, Giacomo Bovolenta e Massimiliano Battiston.
Per la prima volta rimane fuori dal palazzo municipale la Sinistra: i 308 voti colti dalla lista di Angelo Motta non valgono alcun seggio. Sono invece undici i consiglieri che formano la variegata maggioranza del neo sindaco Bellan: tra di loro cinque erano presenti nella precedente legislatura, tre sui banchi della maggioranza, gli altri su quelli dell’opposizione. Tra i primi si trovano Paola Sacchetto (ex Lega Nord), Achille Fecchio e Gianluca Fattorini, già due volte assessore con Silvano Finotti. Tra i secondi Alberto Bergantin e Mirco Mancin, che nel 2008 erano entrati in consiglio comunale con una lista di centrodestra. Proprio Mancin, sempre più braccio destro di Renzo Marangon, ricoprirà la carica di vicesindaco dopo dieci anni spesi all’opposizione durante l’era Finotti.
C’è anche il capitolo degli esclusi eccellenti: tra i candidati della lista di Roberto Pizzoli restano fuori l’ex assessore Angelo Stoppa, l’ex segretario del Pd Dino Ravara e l’ex consigliere di minoranza in quota Pdl Virginio Tugnolo. Fa rumore anche la mancata elezione dell’attuale segretaria del Pd, Katiuscia Grandi che ha raccolto solo 135 preferenze, dieci in meno a quelle necessarie per essere eletta. A pesare nettamente sul risultato finale c’è il partito degli astenuti: l’affluenza a Porto Tolle si è fermata al 70,48%, il peggior dato di sempre per una consultazione elettorale nel comune bassopolesano. Nel 2008 si recò alle urne l’86,14% degli aventi diritto, alle politiche del febbraio 2013 il dato si era attestato a quota 77,65%.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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