Home Padovano Conselvano Il forno crematorio “infiamma” la protesta

Il forno crematorio “infiamma” la protesta

La decisione dell’amministrazione di realizzare un forno crematorio accanto al cimitero di Brusadure continua a incrementare le polemiche e a dividere sempre più la popolazione tra chi non ne vuole in alcun modo sapere e chi invece comprende le ragioni di questa scelta. Nemmeno l’assemblea pubblica convocata, come promesso, nelle settimane scorse dagli amministratori è riuscita in qualche modo a placare gli animi. In una infuocata serata di maggio, presso la palestra, alcuni tecnici della Elios, la società che a Spinea gestisce il forno crematorio e che ha proposto l’iniziativa a Bovolenta, hanno cercato di dare precise rassicurazioni alle oltre trecento persone presenti, anche da paesi limitrofi.
Il presidente della stessa società, Felice Scoccimarro, ha evidenziato che per impianti di questo tipo il monitoraggio è continuo, con trenta parametri diversi, senza che si sforino mai i limiti. Anche Ivano Pigato dell’Arpav e Antonio Ferro del Dipartimento di Prevenzione dell’Uls 17 hanno cercato di dare precise rassicurazioni sulla fascia di rispetto (500 metri), sui controlli alle emissioni di diossina e mercurio applicando i limiti più severi, ma il pubblico è sembrato non voler credere a quelle che ritiene solo promesse. Anzi a gran voce è stata invocata la richiesta di un referendum pubblico.
Nel corso dell’incontro il sindaco, Vittorio Meneghello, ha invece ribadito più volte la volontà di proseguire nel progetto, evidenziando ancora una volta i vantaggi per il comune. Sembra infatti che l’accordo con il gestore privato dell’impianto, che a regime sopporterà un lavoro medio di circa mille cremazioni all’anno, porterà al bilancio del comune, e quindi alla cittadinanza di Bovolenta, un’entrata nelle casse comunali di circa 40 mila euro all’anno che viste le esigue risorse di bilancio non è poca cosa.
Visto il muro contro muro della serata, la minoranza consigliare di Bovolenta, che appoggia i comitati contrari al forno, ha deciso di intraprendere una strada tutta sua fatta di interpellanze e mozioni consiliari. Sul tavolo del sindaco sono giunte così nelle settimane scorse mozioni e richieste di convocazione di consigli straordinari. La mozione chiede l’accoglimento dell’appello dei cittadini di Bovolenta sull’abolizione del progetto del forno crematorio nel cimitero di Brusadure.
A supporto della richiesta la minoranza sottolinea che impianto sarà realizzato in una “area a deflusso difficoltoso o a periodico ristagno idrico” e a poca distanza dagli edifici scolastici e dagli impianti sportivi. Inoltre Bovolenta è un comune ad alta vocazione agricola, per cui tanti cittadini coltivano ortaggi e frutti, oltre che allevamenti di bovini e polli, destinati alla grande distribuzione; e ancora, la fragile viabilità a Bovolenta, nonché quella che porta al sito destinato all’impianto, non potrebbe supportare una mole considerevole di automezzi per il trasporto per espletare il servizio di cremazione. Quel che più viene sottolineato è che il canone annuale da parte del soggetto promotore è sicuramente una cifra che non potrà compensare i disagi che tale impianto provocherebbe per la collettività. Meneghello sembra per ora fermo nelle sue decisioni, vedremo gli sviluppi delle prossime settimane, quando sicuramente i comitati organizzeranno nuove proteste come quella della biciclettata tra Brusadure e Polverara.
Al momento comunque non è ancora stato presentato alcun progetto, come hanno confermato i dirigenti di Arpav e Uls intervenuti all’assemblea. Per le minoranze e il comitato “Bovolenta Aria Pulita” il ritorno economico non è un buon motivo per dare il via libera ad una iniziativa che incontra una così forte opposizione.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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