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Cala il sipario su Attiva

L’ultima assemblea dei soci ha messo la parola fine su quasi mezzo secolo di storia, dall’ex Consorzio per lo sviluppo del Conselvano alla Cosecon fino all’attuale Attiva e al tracollo finanziario inarrestabile. I sindaci soci fondatori, di fronte ai drammatici dati di bilancio, con una perdita di 14 milioni di euro nel 2012 e quasi un altro milione nei primi tre mesi dell’anno, hanno scelto di mettere in liquidazione la società. Azzerato il capitale sociale che 7-8 anni fa ammontava a ben 30 milioni di euro, fallito il piano di ristrutturazione del debito messo a punto due anni e mezzo fa, ai soci non restava altro che staccare la spina. “Questa era l’unica strada percorribile – spiega Antonio Ruzzon, sindaco di Conselve nonché consigliere d’amministrazione – ci spiace per l’assenza in assemblea delle banche proprio in questa fase così delicata nella quale andavano prese delle decisioni importanti. Così è toccato interamente alla parte pubblica nominare il collegio di liquidatori, tre commercialisti, che avranno al massimo dieci anni per liquidare la società. Stiamo parlando di un patrimonio considerevole che andrà amministrato con attenzione e competenza. Auspichiamo che i tempi possano essere anche più brevi”. I tre liquidatori sono i commercialisti Luca Corrò, Enrico Guzzoni e Filippo Piazzon. Il compenso complessivo annuo non potrà superare i 60 mila euro di spesa stanziati per il consiglio d’amministrazione. “I tre professionisti – aggiunge Massimo Zanardo, sindaco di Cartura e componente del Cda di Attiva – dovranno gestire una lunga fase in cui la società continuerà ad essere operativa e saranno affiancati dall’attuale direttore, Simone De Poli”. Non è ancora chiaro quale sarà il destino dei 14 dipendenti: alcuni di loro saranno impiegati anche nella fase della liquidazione ma difficilmente il posto di lavoro potrà essere garantito a tutti. Durante l’assemblea da registrare le astensioni di quattro comuni soci storici: Tribano, Bagnoli, Anguillara e Candiana. I primi tre vantano dei crediti nei confronti di Attiva, in particolare Tribano. “La società ci deve oltre 2,1 milioni – ha dichiarato prima del voto il sindaco Piergiovanni Argenton – e non c’è nulla da “concordare”, la somma deve essere restituita integralmente”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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