Home Padovano Padova Nord Dubbi su “Veneto City”

Dubbi su “Veneto City”

Manca davvero poco al via libera definitivo per un’altra maestosa colata di cemento armato. A breve inizieranno i lavori per costruire quello che alcuni definiscono un’opportunità per il territorio e e altri invece l’ennesimo “eco-mostro di cementificazione”, che si chiamerà Veneto City. Il contestatissimo progetto che divorerà centinaia di ettari di campagna veneta, l’equivalente di 105 campi di calcio — con un volumetria di 2 milioni di metri cubi. Il nuovo polo attrattivo e del terziario sorgerà lungo l’autostrada A4, precisamente tra la provincia di Padova e Venezia, coinvolgendo i paesi di Dolo e Pianiga, andando a sconvolgere, inoltre, l’intera viabilità di collegamento dei comuni circostanti, tra cui quella del comune di Vigonza.
La firma sul piano urbanistico attuativo (PUA) arriverà il prossimo 17 luglio, dopodiché la patata bollente sarà passata direttamente ai finanziatori di questo progetto. È dal 2008 che tra Venezia e Padova diversi comitati di cittadinanza attiva si battono contro Veneto City. Ma nelle ultime settimane la battaglia è diventata serrata, perché il destino della campagna veneta si gioca in queste ore. I sostenitori di Veneto City parlano di un polo destinato a riunire “i servizi per l’impresa, l’università e il commercio”.
Veneto City si propone di realizzare di una “capitale terziaria del Veneto” posizionata in un luogo strategico per infrastrutturazione e per localizzazione. Il luogo infatti è baricentrico rispetto alla regione ed è innestato al punto di congiunzione del passante di Mestre, in prossimità della nuova barriera autostradale che verrà realizzata a Dolo e dell’innesto di altre importanti direttrici stradali (Romea commerciale, superstrada sull’idrovia, e nelle vicinanze della nuova tangenziale nord di Padova), tra l’autostrada A4 e la linea ferroviaria VE-PD. Le stime parlano di 30-40mila visitatori al giorno e 70mila veicoli su ruote.
L’idea di base del progetto, secondo quanto dichiarato dai promotori e dai progettisti, è “superare la logica del capannone”. L’area infatti risulta per il 60% già destinata ad ospitare capannoni industriali-artigianali, strutture commerciali e del terziario, ma l’idea è quella di utilizzare questo insieme di fattori strategici (localizzativi e infrastrutturali) per evitare un’altra “anonima” area industriale artigianale, ma di connotare il territorio con un progetto di alta qualità architettonica e ambientale, destinato ad ospitare imprese rappresentative e innovative dei settori più importanti del “made in veneto”. Ma non tutti sembrano convinti di questa nuova cementificazione italiana degna di un “Guinness World Record”.
Tra le fila dei dubbiosi sull’effettiva utilità del nuovo polo commerciale, si schiera anche il sindaco di Vigonza, Nunzio Tacchetto. Uno dei punti più discussi sembra essere il fantomatico sviluppo economico e le opportunità lavorative che dovrebbero arrivare dall’edificazione del centro multifunzionale di Veneto City, ideato dall’architetto palermitano Mario Cucinella, assieme ad Andreas Kipar e a Adileno Boeche.
Il primo cittadino di Vigonza continua a nutrire molte preoccupazioni sul nuovo centro direzionale, particolarmente per le ripercussioni che il mega-polo immobiliare avrà sulla viabilità della già fragile e poco efficiente rete stradale che collega l’area coinvolta con i territori limitrofi. Non sappiamo ad oggi cosa succederà e come cambierà il Nord-Est dopo la realizzazione di Veneto City, e soprattutto quali saranno i pro e i contro di questa nuova trasformazione urbanistica. Sarà realmente utile e funzionale? Ai posteri l’ardua sentenza.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Le più lette