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Masterplan di Veneto City, si punta sul verde

Veneto City è stato presentato il masterplan (non senza contestazioni e polemiche da parte dei comitati) e secondo gli ideatori sarà un progetto verde. A spiegare l’intervento che darà vita al polo logistico Veneto fra i comuni di Pianiga e Dolo, nelle scorse settimane a Padova, è stato l’architetto Mario Cucinella. Un progetto, questo, in divenire da almeno una decina d’anni, il cui capofila è l’ingegner Luigi Endrizzi. Cucinella ha spiegato che il primo cantiere di Veneto City che partirà sarà quello per la piantumazione dell’area con alberi e piante. Insomma un segnale chiaro. L’idea è quella di creare una “spina verde” interna all’area delimitata dall’autostrada, da una parte, e dalla ferrovia dall’altra. Previsto, inoltre, la creazione di un bacino di laminazione e saranno sviluppate aree pedonabili e ciclabili per 6 chilometri su un livello superiore a quello della mobilità. Punti di riferimento principali dello sviluppo “collinare” saranno la stazione della metropolitana di superficie (Sfmr) e l’area destinata a ospitare la ricettività alberghiera. Cucinella ha ideato per il grande spazio una forma del tutto originale ma adatta ad inserirsi nel contesto paesaggistico. Veneto City, infatti, avrà una forma collinare che verrà realizzata attraverso una serie di archi (in legno o lignite) destinati a ricoprire tutti gli edifici. Per la quota più alta delle costruzioni che saranno di circa nove piani, l’altezza massima sarà di 25-30 metri di altezza. Picco che poi scenderà fino a distendersi sul resto dell’area per creare, secondo quella che è stata la suggestione degli architetti “un canyon verde e blu”. Anche sul versante energetico le parole d’ordine, qui, sono trigenerazione, geotermia e fotovoltaico. Una delle fonti utilizzate è appunto la trigenerazione a gas, grazie a un punto centralizzato per la produzione combinata di energia termica, frigorifera ed elettrica. Per questo è prevista una caldaia a biomasse capace di funzionare con il cippato di legno prodotto sul posto. La seconda fonte è quella geotermica per finire con il solare. Proprio sul fronte ambientale, Veneto City sarà sottoposta, non per obblighi di legge ma volontariamente, a certificazione ambientale secondo gli standard Leed, uno dei più importanti certificatori al mondo. Ma come si reggerà tutta l’operazione dal punto di vista finanziario? Dopo la presentazione del Pua, l’operazione di finanziabilità del progetto dovrebbe essere portata termine. Sarà Maurizio Boschiero il direttore generale. Rinaldo Panzarini resta come piccolo azionista (ha l’1,02% del capitale). La Spa vede, poi, Endrizzi detenere il 26,9% al pari della Finpiave di Bepi Stefanel. Poco sotto Mantovani (22,2%), Andrighetti (9,8%), la Bieffe (7%) di Biasuzzi e con poco più del 6% la Pittarello Holding. A sostenere, fin qui, il progetto sono state, dal punto di vista bancario prevalentemente, Cariveneto e Unicredit. I sindaco di Pianiga, Massimo Calzavara, e Dolo, Maddalena Gottardo, avevano fatto approvare il progetto dai rispettivi consigli comunali ancora lo scorso anno.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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