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Pescatori ancora senza risposte

L’impressionante piena del fiume Po nel mese di maggio non ha preoccupato più di tanto i cittadini del Delta, ormai abituati a tale fenomeno, ma ha portato enormi grattacapi ai pescatori delle lagune che hanno visto i loro allevamenti di vongole gravemente compromessi dall’eccessivo afflusso di acqua dolce. L’emergenza era già stata denunciata a inizio maggio dagli operatori della laguna del Canarin e ora interessa anche quelli stanziati nella laguna del Basson. Il minimo comune denominatore è il medesimo in entrambi i casi: l’acqua dolce del fiume scesa con la piena del Po ha alterato gravemente la salinità delle lagune, rendendole non adatte alla proliferazione delle vongole. La situazione del Basson è critica anche perché la zona è utilizzata dai pescatori come deposito per il novellame da seminare nelle altre lagune del portotollese. Arpav e Consorzio di Bonifica hanno già accertato l’effettiva gravità della situazione e per questo cresce la preoccupazione dei pescatori e dei loro rappresentanti istituzionali: il mercato della molluschicoltura occupa circa 1.500 persone per un indotto che sfiora i cinquanta milioni di euro. “Malgrado i nostri disperati allarmi — ha dichiarato il presidente del Consorzio cooperative pescatori del Polesine, Maurizio Crepaldi – non abbiamo ancora avuto concrete risposte da parte delle istituzioni, e questo ci amareggia molto. Da settimane gridiamo la nostra disperazione ma abbiamo finora ottenuto l’attenzione degli organi di informazione ed un incontro con l’assessore regionale alla pesca Manzato: ma spenti i riflettori di giornali e televisioni noi non abbiamo visto nemmeno l’inizio di un percorso che porti a risolvere i problemi che determinano queste situazioni che sono, lo ripetiamo ancora una volta, risolvibili con interventi immediati e tecnicamente possibilissimi, per realizzare i quali anche noi siamo disponibili ad impegnarci economicamente. Torniamo a chiedere attenzione al prefetto, perché vogliamo sia chiaro al rappresentante del governo nel nostro territorio che qui la situazione è assolutamente drammatica”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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