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Chiude l’ufficio Siae

Chiude la sede Siae in via Roma a Polverara: a partire dal mese di luglio tutte le pratiche e gli atti della Società italiana degli autori ed editori vengono trattate nell’ufficio di via Matteotti a Dolo, in Provincia di Venezia.
Protesta il sindaco Sabrina Rampin, che ha espresso il proprio disappunto per quello che definisce “l’ennesimo taglio ai servizi a danno dei cittadini”. Il primo cittadino ha già inoltrato una lettera di protesta all’agenzia regionale della Società, sottoscritta anche da altri colleghi del circondario. L’agenzia ha affidato la comunicazione agli utenti ad uno scarno avviso, affisso all’ingresso dell’ufficio, senza alcuna indicazione in ordine alle motivazioni, salvo poi “scusarsi per il disagio”. Ma le difficoltà per i clienti rischiano di essere davvero parecchie, soprattutto se si considera che lo sportello, in funzione dal 2009, raccoglie un bacino di utenza di ben diciassette Comuni tra il Piovese e il Conselvano. In ballo, secondo il sindaco Rampin, non ci sarebbero solo i disagi per gli utenti, costretti a scomode trasferte nel veneziano, ma il rischio concreto di “scoraggiare e disincentivare l’organizzazione di iniziative e manifestazioni nel territorio”. La decisione di chiudere lo sportello, nel caso specifico, appare poco comprensibile “tanto più – ha aggiunto il primo cittadino – se si considera che l’ufficio, nel passaggio da Chioggia a Polverara, aveva addirittura raddoppiato il fatturato”. Intanto il caso finisce in Parlamento.
Il senatore Massimo Bitonci, Lega Nord, ha presentato un’interrogazione per sapere se e quali provvedimenti il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Massimo Bray, intenda mettere in atto “per ripristinare l’ufficio” così “da non creare disservizi per gli utenti dell’area della Saccisica”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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