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Fusione, un passo decisivo

Obiettivo super-Comune tra Este e Ospedaletto Euganeo. Una realtà tutt’altro che trascurabile, con il quale il territorio dovrà fare i conti, 22 mila abitanti su una superficie di 50 chilometri quadrati. Che non sarabbe da primato in provincia di Padova, ma certamente farebbe da colonna portante per la bassa padovana e punto di snodo nevralgico tra Rovigo, Vicenza e Padova. Un ruolo più volte conteso tra Monselice ed Este, su cui però nessuno mai ha avuto la meglio. Ma con questo nuovo scenario le cose potrebbero cambiare.
Anche considerata la “dote” di 10 milioni di euro che ne deriverebbe. Sulla questione è intervenuta anche l’Università di Padova con una relazione dettagliata presentata ai due consigli comunali, riuniti in seduta comune nella sala dell’Accademia dell’artigianato artistico. Alla riunione della doppia assemblea cittadina ha partecipato anche l’assessore regionale Roberto Ciambetti. Il documento non è stato votato dai consiglieri, che si sono limitati a discuterne potenzialità e carenze. In sostanza gli abitanti non perderanno alcun servizio e si potrebbe addirittura arrivare a una diminuzione della pressione tributaria locale.
Ma il dettaglio che fa più gola, a questo punto, è quello riguardante i trasferimenti, con contributi statali del 20% dei trasferimenti erariali del 2010 stimabili in circa 890 mila euro per 10 anni. Fra gli ostacoli alla fusione ci sono invece le motivazioni culturali, che potrebbero spingere i residenti a non riconoscersi in una comunità più ampia. Insomma non sono proprio solo rose e fiori: basti pensare al solito, amletico dilemma, ovvero la paura dei Comuni più piccoli (in questo caso Ospedaletto) di diventare una depandence del capoluogo. La paura è di diventare una frazione atestina e di perdere il contatto diretto tra amministrazione e cittadini. Senza contare che pure tra i dipendenti comunali ci sarebbe un certo timore di perdere il posto di lavoro o di dover cambiare completamente mansione. Ma il processo sembra sostanzialmente avviato e i pro superano di gran lunga i contro. Senza contare che ormai si parla di fusione da un anno e mezzo e il periodo storico è senza dubbio favorevole.
Ovviamente sulla fusione ci sono varie scuole di pensiero e dalle minoranze arriva anche la proposta di estendere la fusione ad altri Comuni limitrofi come Baone, Sant’Elena e Carceri. “Il futuro dei Comuni italiani non può essere composto da 8000 campanili — ha criticato Giancarlo Piva, primo cittadino di Este — Ormai da molti anni, a periodi alterni, si sente parlare di razionalizzazione dei costi e di spending review sotto diverse forme. Ma ogni volta si fa fatica a guardare al di fuori del proprio “giardino” e uscire dai confini comunali è un’impresa. Questa volta invece è diverso. Abbiamo finalmente la possibilità concreta di intervenire con una fusione storica”.
Per Piva si tratterebbe di un passaggio che rivoluzionerebbe le possibilità della bassa e in special modo di Este e Ospedaletto. “Il confronto sempre più energico con l’Europa ci dice di trovare delle forme per amministrare in modo più solido — ha continuato Piva — Più piccolo è più bello? No. Ormai, più piccolo significa più povero e l’assenza di servizi per la cittadinanza”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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