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L’inchiesta scuote Chioggia

Appalti “distorti” e fatture false per sei milioni di euro: scoppia la bufera sul Consorzio Venezia Nuova e le altre società consorziate che si occupano della costruzione delle dighe mobili del Mose. L’operazione della Guardia di Finanza di Venezia ha portato a 14 provvedimenti restrittivi e più di cento indagati, tra cui i vertici del Consorzio Venezia Nuova e diversi nomi d’imprenditori chioggiotti, accusati principalmente di falso in bilancio e turbativa d’asta. Oltre a Giovanni Mazzacurati (ex Presidente e Direttore Generale di CVN, dimessosi lo scorso 28 giugno) e a Pio Savioli (Consigliere del CVN), la maxi operazione delle Fiamme Gialle ha portato agli arresti domiciliari Roberto Boscolo Anzoletti, rappresentante legale della “Lavori marittimi e dragaggi”; Mario e Stefano Boscolo Bacheto, amministratori della cooperativa “San Martino”; Gianfranco Boscolo Contadin (conosciuto come Flavio), direttore tecnico della Nuova CoEdMar. Obbligo di dimora invece per Valentina Boscolo Zemello, legale rappresentante della “Zeta”; Antonio Scuttari, legale rappresentante della “Clodiense opere marittime”; Carlo Tiozzo Brasiola, legale rappresentante della “Somit”; Luciano Boscolo Cucco, titolare de “La Dragaggi”; Dimitri Tiozzo, rappresentante legale della ditta Tiozzo Gianfranco; Erminio Boscolo Menela, rappresentante legale della società “Boscolo Sergio Menela e Figli”.
L’inchiesta sulle tangenti e sui fondi neri del Mose ha scosso profondamente la cittadinanza chioggiotta e portato qualche preoccupazione per il futuro. Si teme che lo scandalo possa avere forti ripercussioni negative sull’occupazione di uno dei settori più importanti per l’economia della città, quello delle imprese marittime e idrauliche, dove lavorano almeno 500 chioggiotti.
“È una vicenda delicata – commenta il sindaco Giuseppe Casson — che seguiamo con particolare attenzione, certi che la Magistratura farà tutte le verifiche del caso prima di stabilire le posizioni di ciascuno. Siamo in una fase preliminare e i nostri imprenditori godono del tempo e lo spazio per difendersi e chiarire il loro ruolo nella vicenda”. Al momento, però, nessuno del settore vuole commentare. L’attenzione dell’amministrazione va anche alle famiglie di coloro che lavorano nel comparto. “È un settore strategico per la nostra economia – dichiara il vicesindaco, nonché assessore alle Attività produttive, Maurizio Salvagno – si tratta di ditte importanti, che negli anni hanno raggiunto i vertici nazionali dell’alta specializzazione e hanno commesse in tutt’Italia. In questa fase siamo preoccupati anche per le maestranze e le loro famiglie, ma riponiamo assoluta fiducia nella Magistratura”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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