Home Padovano “Sulle tracce della solidarietà”, bagaglio di esperienze che rende migliori

“Sulle tracce della solidarietà”, bagaglio di esperienze che rende migliori

Ventitré giorni trascorsi in Uganda per un’esperienza che segnerà per sempre la loro vita. Sono tornati gli undici studenti e i due insegnanti delle scuole superiori “De Nicola” e “Einstein” impegnati nelle settimane scorse nel progetto “Sulle tracce della solidarietà”, un’esperienza di volontariato che si inserisce a pieno titolo nel percorso formativo e educativo proposto dalle scuole piovesi. Un bagaglio di esperienze e sensazioni che ora i protagonisti stanno cercando di trasmettere quotidianamente a compagni di scuola, amici e familiari. L’impatto innanzitutto con un paesaggio nuovo, con luci e colori totalmente diversi.
“La prima cosa che mi ha colpito – racconta Chiara – è stata la luce emanata dal sole: diversa, più bianca e più pura. Poi ci sono gli intensi colori di questa terra: il rosso delle strade, il verde degli alberi, l’azzurro del cielo”.
Ma è stato soprattutto il volontariato in un centro nutrizionale in un quartiere periferico e povero di Kampala, in una scuola primaria situata ai margini di uno degli slum che circondano la capitale e in un centro di accoglienza per poveri e disabili che ha toccato particolarmente gli animi dei ragazzi. “I bambini, i loro volti, i loro sorrisi, questo sono certa che non lo dimenticherò mai – dice Federica, – forse dovremmo imparare da loro cos’è realmente la felicità”. Luca invece ricorda la settimana trascorsa in un villaggio immerso nella savana, dove un popolo primitivo sopravvive al progresso occidentale. “Ho imparato a non giudicare – spiega, – lo stile di vita che abbiamo trovato nei villaggi non è peggiore o migliore del nostro, ma soltanto diverso”. L’incontro con tanti missionari e suore italiane che in questi luoghi si dedicano a poveri e ammalati ha fatto molto riflettere i ragazzi.
“Ricercano la felicità in quello che noi siamo abituati a evitare – pensa Sofia – nell’aiutare gli altri offrendo ogni parte di sé, senza giudicare e accogliendo a braccia aperte i più poveri e i loro bisogni. Hanno fatto una scelta di vita ammirevole, che mi ha davvero colpito. Una scelta che rimanendo a casa non avrei mai capito”.
Tre settimane ad alta intensità, dove non sono mancate le difficoltà e le paure. Alla fine però tutti la ricordano come l’esperienza più forte mai vissuta. Luca: “Credo che quest’esperienza mi abbia fatto diventare una persona migliore, o forse solo più attenta alle cose veramente importanti della vita”.
Infine Renata: “Non potrò mai dimenticare quello che ho visto, i racconti che ho ascoltato dai missionari, gli sguardi profondi delle persone. E’ molto di più quello che si porta a casa rispetto a ciò che si riesce a dare”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Le più lette