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Il terzo turno partirà a gennaio

Nel 2014, il terzo turno per la polizia locale, quello esteso sino all’una del mattino, sperimentato con successo la scorsa estate, potrebbe diventare una realtà stabile, a Rovigo. E, ad augurarselo, non è solo il Comune, in primis l’assessore al Personale Ezio Conchi. Ma anche prefettura e tutte le altre forze dell’ordine, alle quali certo non è dispiaciuto, seppure limitatamente ai mesi estivi, potere contare su colleghi che dessero una importante collaborazione sul fronte del controllo del territorio. Una esigenza, questa, del resto quantomai sentita, in un periodo, come quello attuale, in cui carenze di risorse e personale affliggono anche coloro che hanno come priorità la nostra sicurezza.
Proprio l’assessore Conchi, a metà settembre, si è trovato a dovere gestire una problematica non da poco: la scadenza, avvenuta alla fine dello scorso mese, del contratto a tempo determinato per ben sei agenti di polizia locale. Un numero decisamente importante. Senza quelle unità, di terzo turno neppure a parlarne. E’ stato proprio il componente della giunta Piva, allora, a dovere studiare un modo per potere riassumere quelle persone senza andare a violare nessuno dei severissimi vincoli che limitano la spesa, negli enti locali. Lacci davvero strettissimi, soprattutto in questo periodo. E, alla fine, battute tutte le strade, consultate tutte le normative, la risposta è stata trovata. I sei potranno rientrare. Non nell’immediato, ma, comunque, a gennaio dell’anno prossimo. Quindi, dopo uno stacco di tre mesi.
Con il loro ingresso – ovviamente qualora, come è nell’auspicio di tutti, venisse confermato – sarebbe finalmente possibile dare una certa stabilità al terzo turno e rendere, quindi, la nostra città più sicura.
Non sono, comunque, finite qui le novità in arrivo in tema di polizia locale. Dal momento che Conchi si è anche trovato a dovere gestire una seconda emergenza. Vale a dire alcuni pensionamenti, imminenti, che rischiano di ridurre il numero di agenti di polizia locale disponibili per il servizio.
Su questo fronte, allora, la strategia è stata duplice: da un lato, cercare di liberare il più possibile i vigili urbani dal lavoro di ufficio per consentire loro di svolgere servizio in strada. Per farlo, una strada potrebbe essere quella di domandare ad altri amministrativi di farsi carico di compiti a oggi assegnati alla polizia locale, come, per esempio, i controlli di residenza. In questo modo, gli uomini del comando di viale Oroboni che, al momento, svolgono questo tipo di mansioni potrebbero essere destinati al controllo del territorio.
Infine, nuove assunzioni. Potrebbe esserci spazio, secondo le prime informazioni, addirittura per due contratti a tempo indeterminato. Un termine, questo, che, quindi, per quanto la crisi prosegua, tornerebbe e non essere più un tabù, nella pubblica amministrazione. Secondo i primi studi, pare proprio che ci sia spazio per stabilizzare due persone. Se ne saprà sicuramente di più a breve.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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