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Italcementi con le valigie

Italcementi chiude. Non sembra esserci nessun altro possibile epilogo alla triste storia di rilancio o dismissione dei cementifici. Durante l’ultimo incontro nazionale tra azienda e sindacati non ne è uscito nulla di buono: Italcementi ha ribadito che sarà rispettato il Progetto 2015, ma con modifiche, ovvero la chiusura di Monselice e Scafa, Pescara anche se per la cittadina della Rocca rimane la chiusura anche della macinazione a fine gennaio 2014 e l’azienda intende portar via il mulino a carbone. Niente revamping quindi. Per mesi quella che sembrava la soluzione finale, ha tenuto vive le speranze dei dipendenti. Ma ora, questa famosa “ristrutturazione”, è diventato un incubo per tutti. Vuoi la crisi economica e del cemento, vuoi la forte opposizione di una parte ambientalista, ma alla fine il revamping resta un bel (si fa per dire) disegno su un pezzo di carta. Una piccola nota positiva c’è: Italcementi avrebbe confermato di aver ricevuto l’Aia (autorizzazione ambientale integrata) dalla Provincia, che questa servirà solo per proseguire con la macinazione fino al 31 gennaio, evitando lo stop forzato il prossimo 29 ottobre, giorno di scadenza della vecchia autorizzazione. Magra consolazione, ma i problemi non sarebbero solo per Monselice: anche in altri stabilimenti, in Campania, Sicilia, Calabria e Abruzzo, la situazione è drammatica. Un colpo pesantissimo in un momento di crisi economica e lavorativa nella bassa padovana sempre più desolata e improduttiva. Per questo i sindacati hanno chiesto che venga rispettato completamente il Progetto 2015. Gli ultimi appuntamenti in agenda prevedono uno sciopero nazionale di 16 ore con una manifestazione a Bergamo, davanti alla sede dell’azienda, una nuova convocazione dal ministro per lo Sviluppo economico Flavio Zanonato e il tavolo di discussione regionale. Intanto continuano le azioni di protesta dei lavoratori di Monselice: in quasi un centinaio, qualche giorno fa, hanno dato vita ad un maxi presidio alla rotonda di fronte alla chiesa del Redentore di Monselice, a pochi metri di distanza dal casello dell’autostrada. Per oltre due ore hanno invaso la strada, distribuendo volantini e mandando in tilt il traffico, a causa delle code chilometriche che si sono rapidamente formate sia nelle vie principali che in autostrada. Un’azione drastica, ma comprensibile visto che si parla di centinaia di famiglie che da gennaio saranno in estrema difficoltà. “La nostra fiducia è stata tradita – spiegano Fillea Cgil e Filca Cisl in una nota – Italcementi ha deciso di chiudere i cancelli nei prossimi mesi stracciando gli accordi sottoscritti. Così un centinaio di lavoratori più l’indotto si trovano derubati del loro lavoro e della loro dignità. All’ostilità al progetto del revamping manifestata in questi ultimi anni da alcuni soggetti del territorio, oggi si aggiunge il fatto che Italcementi non vuole più investire nella nostra area”. “Stiamo valutando la possibilità di un progetto di riconversione del sito: “Parco delle energie rinnovabili di Monselice” — spiega il sindaco Francesco Lunghi – Tale progetto in studio prevederebbe fotovoltaico, geotermico, produzione calore ed energia elettrica (zero emissioni in ambiente), laboratori, centro studio per le energie rinnovabili avvio di produzione agricola (ortaggi con il vapore/serre), e un possibile parco acquatico tematico”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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