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Vogliamo evitare un inutile danno ai cittadini

L’avvocato Bruno Rosetti, presidente del Comitato “Salviamo il Tribunale di Chioggia”, s’impegna a portare avanti azioni legali e di sensibilizzazione per impedire la chiusura del tribunale chioggiotto.
Quali sono le origini del famigerato d.lgs. 155/2012?
“Il provvedimento rientra nel programma di razionalizzazione delle spese voluto dal governo Monti, ma in realtà ispirato alla legge varata dal Ministro Nitto Palma durante il governo Berlusconi nel 2011. Trattasi della revisione della geografia giudiziaria, ovvero delle aree di competenza dei vari collegi giudicanti. In un contesto del genere, Chioggia avrebbe potuto acquisire sotto la sua competenza alcuni territori del Polesine e della bassa padovana, così come del basso veneziano, ad esempio Camponogara”.
Tuttavia, stiamo parlando di soppressione dei tribunali. Secondo quali criteri?
“Il decreto legislativo 155/2012 prevede una riorganizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero. Di fatto, l’esecutivo Letta, con l’appoggio di PD e Pdl, ha fatto sua la soppressione di 220 sezioni distaccate di tribunale, 31 tribunali primari e 31 procure della Repubblica, secondo criteri per lo più d’estensione geografica, rilevanza demografica e indice delle sopravvenienze”.
Quali sono state le reazioni a questo provvedimento?
“Il Comitato “Salviamo il tribunale di Chioggia” si è adoperato sin da subito per collaborare con il Comune di Chioggia e rivolgersi agli organi competenti in via gerarchica per ottenere una proroga alla chiusura del tribunale. Contemporaneamente, prosegue anche il ricorso “ad adiuvandum” al Tar del Lazio, insieme a tutti gli altri comuni penalizzati dal d.lgs. 155/2012. Sebbene finora gli appelli non siano stati presi in considerazione dal governo e il Ministro Cancellieri abbia dichiarato di voler portare a termine i tagli per “far bella figura con l’Europa”, il sindaco e i nostri rappresentanti continuano la lotta a livello politico per evitare un inutile danno alla cittadinanza”.
Dopo l’avvento dei camion che il 6 settembre hanno trasferito tutti i fascicoli correnti e i computer a Venezia, cosa rimane della Cittadella della Giustizia di Chioggia?
“Rimane aperta solo l’ala del Giudice di Pace. Ciononostante al tribunale di Chioggia sono ancora conservati tutti i corpi di reato (essenziali per lo svolgimento di un processo) e gli archivi, oltre agli arredi. Questo non fa pensare ad una chiusura definitiva del foro chioggiotto, ma lascia piuttosto un barlume di speranza”.
Nell’incontro pubblico del 28 settembre quali sono state le strategie illustrate dall’avvocato De Tilla per ovviare alla chiusura della sezione di Chioggia?
“Oltre alla “class action” con gli altri comuni coinvolti dai tagli, si profila un referendum abrogativo del D.Lgs. 155/12. Già sei consigli regionali ne hanno presentato richiesta e altri potrebbero aggiungersi, data la drammatica portata del provvedimento del governo. Essendo sufficienti anche solo cinque domande da parte dei consigli regionali, è molto probabile che il referendum abbia luogo e Chioggia possa mantenere il suo tribunale”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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