Home Veneziano Chioggia La povertà, colpisce una fascia sociale sempre più ampia

La povertà, colpisce una fascia sociale sempre più ampia

La vicenda della famiglia Ferracane ha richiamato l’attenzione, non solo mediatica, ma di tutta la cittadinanza sul problema della povertà a Chioggia e ha indotto a qualche riflessione.
Analizzando i dati registrati dai servizi sociali, le persone che si sono rivolte agli sportelli di Palazzo Morosini negli ultimi due anni sono aumentate e la fascia sociale colpita dalle difficoltà economiche si è allargata. Se prima della crisi l’utenza dei servizi sociali era costituita per lo più da una fetta della popolazione affetta da disagi e povertà “cronica”, oggi si rivolgono ai servizi sociali anche nuove famiglie che si ritrovano nell’indigenza dopo che il capofamiglia ha perso il lavoro. Infatti, a monte del disagio sociale sta la crisi economica nazionale che ha avuto conseguenze devastanti sull’occupazione. Nel caso di Chioggia, poi, la situazione congiunturale si è unita alle difficoltà che sta attraversando il settore della pesca, elemento fondante dell’economia clodiense.
“L’amministrazione comunale ha cominciato a lavorare fin dal suo insediamento ai problemi sociali frutto della crisi — afferma l’assessore alle Politiche Sociali, Massimiliano Tiozzo – ma i servizi sociali possono intervenire solo a posteriori sul disagio causato dalla recessione economica”.
Gli interventi assistenziali promossi dal Comune di Chioggia si dividono in due tipi, a seconda dei destinatari. Per le famiglie che vivono sotto la soglia di povertà del minimo vitale, è previsto un aiuto economico per sostenere le spese considerate essenziali, ad esempio l’affitto di una casa o l’assegnazione di un alloggio comunale, seguendo la graduatoria. Gli interventi di questo tipo, in settembre 2013 sono stati oltre un centinaio. Mentre per coloro che non si trovano sotto la soglia del minimo vitale, dopo una valutazione dell’indicatore Isee, vengono elargiti contributi economici finalizzati, ovvero utili a pagare le bollette o altre spese specifiche. Gli aiuti di questo tipo, in settembre, sono stati destinati a circa cinquanta casi.
L’assessore Tiozzo, però, tiene a sottolineare: “Gli interventi assistenziali non hanno lo scopo di sostituire il reddito da lavoro, perciò stiamo investendo su associazioni e volontariato che aiutano l’amministrazione comunale ad arginare le situazioni d’emergenza con iniziative concrete, come ad esempio il Banco Alimentare o i Centri d’Ascolto Caritas”. Queste reti d’aiuto, insieme alle realtà produttive locali, offrono sostegno anche per il reinserimento lavorativo.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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