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Ospedale Madonna della Salute mutilato dalla Regione

Il coro delle forze politiche bassopolesane si è alzato unanime e trasversalmente contro la perdita decretata dalla schede ospedaliere regionali del presidio ospedaliero della casa di cura Madonna della Salute di Porto Viro, appellativo che permetteva di porre il nosocomio in posizione di assoluta parità rispetto alla sanità pubblica e che nel rapporto annuale di Agenas (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari) ha indicato come il secondo miglior centro del Veneto nel trattare gli infarti del miocardio. Per discutere in merito alla questione, la sala consiliare portovirese è stata recentemente teatro dell’incontro pubblico “L’ospedale di Porto Viro mutilato da Venezia: pronto soccorso al pronto soccorso” promosso dal capogruppo di Uniti per Porto Viro Thomas Giacon e a cui hanno partecipato diversi rappresentanti istituzionali compresi i consiglieri regionali Cristiano Corazzari e Graziano Azzalin, oltre all’onorevole Diego Crivellari, tutti accomunati da un unico scopo dopo il declassamento avvenuto con le schede ospedaliere predisposte dalla Giunta ed approvate dalla V commissione regionale. Geremia Gennari, ricordando l’ordine del giorno approvato ad agosto all’unanimità in consiglio comunale per il mantenimento del presidio ospedaliero, ha voluto ancora una volta precisare che “Porto Viro non arretrerà di un millimetro: se c’è da urlare o da sbarcare a Venezia, lo faremo. Tutti insieme senza distinzioni di appartenenze politiche”. “Una giusta ribellione – secondo l’assessore portovirese Maura Veronese – per un torto subito che inciderà su servizi di qualità, come l’unità operativa di terapia intensiva inserita dall’Agenas tra le trenta migliori strutture italiane, ben più del mantenimento anomalo delle due Ulss”. Sulla stessa linea anche il collega Nicola Marinelli. “Se qualche rappresentante, e mi rammarico che sia del mio partito, pensa di farsi bello come paladino di Adria a scapito di Porto Viro, dimostra semplicemente di essere un personaggio da vecchia politica, un cooptato scollegato dalla realtà del territorio e che forse non ha nemmeno mai visto l’ospedale di Porto Viro”. Partendo dal presupposto che non si tratta di una battaglia politica ma di buonsenso, il vicesindaco Virginio Mantovan ha evidenziato come anche se l’assessore Coppola abbia portato in Giunta regionale una risoluzione, non si deve abbassare la guardia. Monica Moro, consigliera provinciale e viceprimario del pronto soccorso dell’ospedale si è detta “orgogliosa di lavorare in una struttura di eccellenza e che eroga un servizio indispensabile per i cittadini del Delta. Ora i cittadini del Delta sono diventati di serie B. Togliendo il presidio ospedaliero si perderà il pronto soccorso, che diventerà un semplice primo soccorso”. Il consigliere regionale Cristiano Corazzari ha auspicato che i rappresentanti polesani possano fare quadrato e, dopo la bocciatura dell’emendamento sostenuto col collega Azzalin, la Giunta capisca che si sta parlando di una struttura fondamentale e di un problema da risolvere. Azzalin ha evidenziato come “a parte una poco comprensibile eccezione, tutti i rappresentanti istituzionali del territorio siano uniti e pronti a dar battaglia, ora la palla passa alla Giunta, dove siede una cittadina illustre di Porto Viro. E’ il caso che faccia valere tutto il proprio peso politico e si misuri con quello che è un problema da risolvere per tutto il Delta. Noi offriamo tutta la nostra collaborazione e saremo i primi a batterle le mani se riuscirà ad ottenere il risultato che tutti chiediamo”. Appelli sono giunti anche al governatore Luca Zaia per la modifica delle schede ospedaliere dall’ordine dei medici provinciale il cui presidente, Francesco Noce, ha espresso le perplessità dell’ordine in merito alla scelta regionale.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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