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Sergio Bacco esce dalla maggioranza

Sergio Bacco esce dalla maggioranza e si costituisce come consigliere indipendente. A dirla tutta l’idillio tra il consigliere capace di portare in dote ben 116 preferenze personali e il gruppo che ha sostenuto il sindaco Annunzio Belan era finito già all’indomani della vittoria elettorale delle amministrative di fine maggio.
Tra i promotori della lista “Cambiare si può”, Sergio Bacco durante la campagna elettorale si era imposto come figura cardine della sua lista, tanto che quantomeno strano era apparso da subito non vederlo ricoprire alcun incarico ufficiale nella nuova giunta. Sergio Bacco ha spiegato la sua decisione proprio durante un recente consiglio comunale.
“Negli accordi iniziali avrei dovuto fare il vicesindaco – ha detto – ma poi Belan ha rinnegato tutto”. “Inoltre – ha aggiunto – non ho condiviso la scelta di non nominare neppure un assessore del capoluogo, evento che non si era mai verificato nella storia”.
Incomprensioni e accordi mancati, secondo Bacco, che con un lapidario “ora arrangiati!” ha infine liquidato Belan.
Il primo cittadino, dopo avere riconosciuto il ruolo fondamentale di Bacco per la sua candidatura, ha però dato segnali distensivi, lasciando aperte le porte al consigliere “ribelle”. La vicenda non poteva lasciare indifferenti i gruppi di minoranza. “E’ stato cacciato dalla maggioranza dopo essere stato utilizzato per vincere le elezioni – dice Maurizio Ruzzon, – senza l’apporto determinante di Bacco, infatti, il gruppo di Belan difficilmente avrebbe vinto”.
Ruzzon analizza anche questi primi mesi di mandato. “Questo sindaco è stato eletto con il voto di un cittadino su sei – evidenzia, – poco per pensare di durare a lungo”.
“A differenza di quanto promesso in campagna elettorale, Belan ha già aumentato le tasse, ha mantenuto pressoché inalterati i costi della politica rispetto alla passata amministrazione e invece delle spese inutili ha tagliato sui contributi alle associazioni e non ha investito sul sociale”.
Anche Francesco Vessio, capogruppo de “La Svolta”, non va per il sottile.
“Questa vicenda – spiega – è la cartina di tornasole della miopia politica del sindaco Belan che ora si trova con la maggioranza azzoppata e con in consiglio una voce animata da acredine personale. Il sindaco ha tutto il diritto di operare le scelte politiche che ritiene più utili, ma una vicenda di questo tipo andava affrontata e risolta in anticipo”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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