Home Rodigino Adria “Sarebbe stato meglio tenere in vita l’Imu”

“Sarebbe stato meglio tenere in vita l’Imu”

La Tuc, come tutte le imposte sulla casa e sui servizi, rappresenta uno degli argomenti che senza dubbio meritano l’attenzione del dibattito politico non solo nazionale ma in particolar modo locale. La base si direbbe in termini politici, ossia i rappresentanti dello stato che stanno in mezzo al popolo: consiglieri comunali, assessori, i sindaci. “La Tuc – spiega Stefania Tescaroli, del Nuovo Polo – è un’imposta che dovrebbe accorpare i tributi patrimoniali dovuti per il possesso di un immobile e quelli dovuti al comune per i servizi indivisibili. Il nuovo tributo sarebbe destinato a sostituire la Trise, il tributo su rifiuti e servizi istituito dal disegno di legge stabilità 2014 presentato dal Governo che i senatori stanno discutendo. La proposta vedrebbe la comparsa di un tributo unico comunale destinato sia a coprire i servizi indivisibili dei Comuni sia a coprire integralmente il servizio rifiuti. Nelle more di determinazione delle tariffe da parte dei Comuni secondo i criteri definiti dalla legge, nel 2014 la componente rifiuti non potrà superare l’importo 2013, con riduzione del 10% per il 2015 e dell’ulteriore 10% per il 2016. I Comuni sono obbligati a conseguire corrispondenti risparmi di spesa. A nostro avviso si tratta di un espediente dettato dalla fretta che incide pesantemente sulle tasche dei cittadini e che deve essere quindi cassato dal Parlamento. A questo punto sarebbe stato meglio tenere in vita l’Imu con esenzione per la prima casa e per coloro che versano in condizioni economiche precarie”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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