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Cala il sipario: fallimento

La sentenza di fallimento ha messo la parola fine alle vicissitudini di Attiva, la Spa che ha tentato di risollevare le sorti dell’ex Cosecon ed invece è stata travolta dai debiti e dagli scandali. A nulla è valso anche il ricorso al concordato e alla messa in liquidazione della società, deciso a giugno dai soci. Caterina Santinello, della sezione fallimentare del Tribunale di Padova, è stata nominata giudice delegato mentre i curatori fallimentari sono i padovani Michele Antonucci e Luca Pieretti. L’analisi dello stato passivo è stata fissata all’11 aprile 2014. Finisce così anche il breve lavoro dei tre liquidatori nominati l’estate scorsa dall’assemblea dei soci con il compito di gestire il concordato e la messa in vendita del patrimonio. Restano senza lavoro anche i dodici dipendenti in carico alla società. Ora tutto passa in mano al Tribunale e ai curatori e cala definitivamente il sipario sull’ex consorzio per lo sviluppo economico del Conselvano, fondato negli anni Sessanta e trasformato in Spa a metà degli anni Novanta. Determinante per il fallimento è stata l’istanza presentata da un creditore, la Ste (ex Consta) per una somma di circa 600 mila euro legata alla costruzione del cogeneratore ad olio vegetale, l’ultima discussa opere realizzata da Cosecon – Attiva, già finita nel mirino della Corte dei Conti che ipotizza un danno patrimoniale di almeno dieci milioni di euro. Ammonta invece ad una novantina di milioni il debito complessivo contratto dalla società, per lo più nei confronti delle banche. Il patrimonio, stando ad una stima di qualche mese fa, ammonta a poco più di 120 milioni di euro, ma si tratta di immobili e fabbricati, per i quali oggi non c’è mercato. Ovviamente resteranno a bocca asciutta i Comuni soci, che detenevano la maggioranza del capitale. Gli amministratori avevano riposto tutte le loro speranze nel concordato. “E’ una brutta notizia per il nostro territorio – ha commentato il sindaco di Conselve Antonio Ruzzon – in questo modo perdono tutti. Purtroppo è mancata da parte delle banche la volontà di compiere un ulteriore sforzo, in veste di soci, per guidare la società in questa fase. Attiva era sana dal punto di vista patrimoniale e con una esposizione finanziaria importante ma ben inferiore ai beni a disposizione. Nei prossimi mesi qualcuno farà buoni affari, ma non saranno certamente a beneficio dei nostri Comuni. E’ bene che lo sappia anche chi ha sempre invocato il fallimento senza considerare che in questo modo ci avrebbe rimesso l’intero territorio”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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