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Il comune vuole cambiare Ulss

Via dall’Ulss 13. Scorzè pensa di accasarsi in un’altra azienda, o meglio, chiede alla Regione di rivedere la geografia della sanità attorno alla futura città metropolitana tra Venezia, Treviso e Padova. Ma il voto in Consiglio comunale è chiaro, seppur con il voto contrario della minoranza: dove per arrivarci ci si impiega mezza giornata. Questo è il motivo principale della “fuga” verso altri lidi. La minoranza non ci sta, anche perché aveva chiesto di difendere innanzitutto l’ospedale di Noale come polo riabilitativo. “Ma il nostro ordine del giorno è stato bocciato — accusa il capogruppo del Pd Gianna Manente — e così si priva i cittadini dei servizi di day hospital e della lungodegenza riabilitativa. Sappiamo che andare a Dolo è un calvario ma cancellare Noale sarà un duro colpo per le famiglie che hanno deciso di assistere i propri anziani. Aggregarsi a Mestre o Treviso è aria fritta, chiacchiere, perché non è possibile farlo”. Dunque la battaglia è appena iniziata, anche perché il sindaco Giovanni Battista Mestriner contatterà gli altri sei colleghi del Miranese e metterà sul tavolo la sua proposta, magari per lanciare un’iniziativa condivisa. “Le schede ospedaliere sono chiare — spiega Mestriner — perché Mirano sarà un centro per acuti, Dolo sarà più medico. E in caso di ricoveri prolungati nei reparti di Medicina, per gli anziani e per la lungodegenza, i miei concittadini dovranno andare in Riviera: il posto più difficile da raggiungere, cambiando autobus diverse volte. Il Pd ha perso un’altra occasione per difendere gli scorzetani perché quando a loro conviene, ci annoiano con la città metropolitana, e posti di potere inclusi, annettendoci a Venezia”. E altrove che si dice? La proposta non sembra attecchire molto sugli altri sindaci del Miranese. “Per certi versi — spiega Maria Rosa Pavanello (Mirano) — Mestriner ha ragione. E ha ragione quando parla di trasporti e di difficoltà a raggiungere un determinato posto. Ma questa è una vicenda nota; più volte in conferenza dei sindaci abbiamo parlato di trasporti non all’altezza ma questa materia è di competenza regionale. Ci sono difficoltà anche ad andare a Mestre. Prima risolviamo questo aspetto. Poi dovremmo capire se le schede saranno applicate: soldi non ce ne sono”. Anche da Martellago e da Spinea arrivano dei dubbi e pure Michele Celeghin (Noale) è perplesso. “L’idea di Scorzè lascia il tempo che trova — aggiunge — e penso che si debba puntare più sulla qualità. Poi il cittadino sceglierà dove”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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