Home Rodigino Una via aperta per la sanità privata convenzionata

Una via aperta per la sanità privata convenzionata

Una legge regionale appena approvata e che potrebbe ridisegnare a fondo i contorni della sanità polesana. Perlomeno per quanto riguarda il mondo della sanità privata convenzionata. Vale a dire affidata a quei soggetti – ambulatori, cliniche, case di cura, centri diagnostici – che pur essendo di proprietà di privati sono abilitati – il termine esatto è accreditati – per lavorare per conto del servizio sanitario nazionale.
Sino a oggi non era facile ottenere l’accreditamento. Anzi: tanto vale dire che in Polesine come altrove nella nostra Regione i nomi sono sostanzialmente gli stessi da anni e anni. Ed è proprio per “rompere” questo sostanziale oligopolio e aprire il mercato che è arrivata la legge regionale 339, portata avanti dal capogruppo in consiglio regionale di Forza Italia e presidente della commissione competente in tema di sanità Leonardo Padrin.
Lo scopo della nuova legge è quello di snellire la procedura per gli accreditamenti, fornendo una scaletta temporale certa per rispondere a chi fa domanda di potere lavorare per conto della sanità pubblica. Allo stesso modo, vengono anche indicati i criteri ai quali dovranno attenersi i direttori generali delle singole Ulss nello stipulare i contratti con gli erogatori privati accreditati. Le linee guida parlano di economicità, complementarietà rispetto alle necessità presenti sul territorio delle singole aziende sanitarie; e infine di qualità, un criterio a oggi importante ma non sempre scontato. Lo scopo è appunto quello di rendere più completa e omogenea l’offerta di servizi sanitari all’interno delle singole Ulss. In modo da evitare che i cittadini per fare un esame – per esempio una risonanza magnetica – debbano andare al di fuori della propria azienda sanitaria di riferimento. O anche fuori provincia.
La nuova scaletta temporale predisposta da Padrin e approvata dal consiglio regionale prevede che chi faccia domanda di accreditamento debba ricevere una risposta entro il 30 novembre di ogni anno. E una risposta motivata.
Non solo: con un emendamento al testo di legge poi approvato è stato anche previsto che quelle strutture che a oggi sono ancora in attesa di un riscontro alla propria istanza lo debbano ottenere entro il 31 marzo prossimo.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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