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Unione dei comuni, anno decisivo

Entra nel vivo l’Unione dei comuni del Miranese. Il 2014 sarà l’anno decisivo per l’aggregazione sovracomunale che riguarderà sei comuni del comprensorio: Mirano, Spinea, Noale, Martellago, Santa Maria di Sala e Salzano. Resta fuori Scorzè, che non ha aderito. In totale circa 120 mila abitanti, quarta “città” del Veneto per residenti dopo Venezia, Verona e Padova, come ha tenuto a precisare l’assessore regionale al Bilancio, con delega agli enti locali, Roberto Ciambetti, che ha subito benedetto l’operazione. Il passaggio imminente dunque è storico. Sei comuni, i maggiori, Mirano e Spinea, già alle soglie dei 30 mila abitanti, il più piccolo, Salzano, comunque di poco sotto i 15 mila, decideranno di associare alcune funzioni, costituendo di fatto un nuovo ente, l’Unione appunto, che gestirà alcune attività amministrative finora di competenza dei singoli comuni. Ai municipi resterà comunque una competenza esclusiva sulle altre materie. Febbraio si è aperto con l’assemblea pubblica, che ha di fatto sancito l’avvio dell’iter ufficiale e visibile verso l’Unione. In queste settimane le delibere cominceranno ad arrivare nei singoli consigli comunali per essere votate. Poi l’associazione dei servizi entrerà nella fase attuativa. Per quanto riguarda le funzioni i comuni devono decidere di associarsi almeno in quattro funzioni essenziali: scontata la condivisione del servizio di protezione civile, che in realtà nel territorio già opera in una logica di distretto, e poi la polizia locale. Già entro giugno i sei comandi municipali saranno riuniti in un solo corpo di polizia, che avrà sede in villa Belvedere a Mirano, scelta come luogo di rappresentanza dell’Unione. Non solo, ma porteranno in dote anche le convenzioni già operative, come quella di Spinea con Venezia e Marcon e quella del Miranese nord che coinvolge Martellago, Scorzè e Salzano. In pratica nascerà un super-comando dei vigili, che però manterrà sedi operative nei singoli comuni di competenza. A livello di altri servizi, i sei comuni condivideranno quelli relativi al commercio, al personale e ai messi. Dunque il Miranese si appresta a diventare il quarto polo di riferimento amministrativo regionale. Spiega Ciambetti: “La contiguità con il vicino Camposanpierese, dove l’esperimento di condivisione di servizi e uffici ha portato grandi risultati, ha avuto un suo ruolo, ma dobbiamo ammettere che nel Miranese c’è una novità: assistiamo a un processo in cui il centro minore vanta circa 12 mila abitanti, mentre tutti gli altri comuni interessati superano la soglia dei 15 mila. Tutti segnano dinamiche demografiche in crescita e in alcuni casi, come per Santa Maria di Sala, in forte aumento”. Il bacino dell’Unione coprirà, se tutto procederà per il meglio, circa il 14% dell’intera popolazione della provincia di Venezia, in un’area strategica di collegamento tra il trevigiano, il Camposanpierese e la laguna. “Da anni — conclude l’assessore regionale — nel Miranese alcune istituzioni hanno anticipato la svolta e agiscono già nell’ottica di bacino, dal polo scolastico di Mirano all’Ulss 13”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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