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I resti di un castello e di una torre raccontano il passato di Cavarzere

Sala quasi piena giovedì 30 gennaio per la presentazione al pubblico dei risultati degli scavi archeologici condotti in Via dei Martiri e che hanno richiesto due anni e mezzo di lavoro, segno dell’interesse per un tema che ha diviso fortemente l’opinione pubblica cavarzerana tra i sostenitori della soluzione adottata dall’amministrazione comunale di procedere alla valorizzazione dei resti in situ e i detrattori che ritengono la struttura che ospita i reperti ingombrante e dispendiosa.
Insieme al sindaco Henri Tommasi e all’assessore ai Lavori Pubblici Renzo Sacchetto, che hanno difeso la scelta effettuata di utilizzare una struttura di mantenimento atta a mettere in rilievo i ritrovamenti, hanno partecipato alla conferenza, fornendo spiegazioni tecniche del lavoro svolto, Alessandro Asta, Stefano Buson e Diego Malvestio della Sopraintendenza dei Beni Archeologici del Veneto, Luigi Cerocchi, ex dipendente della Sopraintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Venezia, Padova, Belluno e Treviso, Paola Sfameni e Davide Busato della Arcomai S.n.c.
In particolare i tecnici hanno ripercorso la storia dei lavori partendo dai reperti di incerta datazione (tra i quali delle ossa umane) venuti alla luce nella zona tra via Danielato e Via dei Martiri: gli archeologi hanno ipotizzato che facessero parte della antica chiesa della Maddalena e dell’annessa area cimiteriale, tuttavia la compromissione dei resti e la difficoltà di procedere ad una datazione hanno consigliato di procedere all’interramento; invece nella zona adiacente a Piazza Vittorio Emanuele sono state scoperte delle pietre che servivano come base della torre e del muro di un castello dell’XI secolo — in quanto Cavarzere e Loreo erano gli unici centri fortificati dell’area sud del dogado della Serenissima — abbandonato nel Settecento e dei resti di una struttura carceraria del XIX secolo (demolita nel 1925), come risulta da un mappale austriaco del 1841 che testimonia la presenza di un palazzo pretorio, situato nell’attuale sede del Municipio, affiancato da una torre che fungeva da orologio e dalle prigioni. Nell’ottobre del 2011 l’amministrazione ha deciso di mantenere i resti nel luogo nel quale sono stati scoperti ed è stata utilizzata la struttura di mantenimento, già installata per garantire l’assetto di Via dei Martiri e l’apertura della strada al traffico, come iniziale protezione ai lavori di restauro che si sono svolti nel corso del 2012 fino al primo semestre 2013, quando i tecnici hanno proceduto al consolidamento applicando una recinzione e le pompe contro l’acqua di risalita.
A completamento dell’opera i relatori hanno preannunciato che presto verranno installati dei pannelli esplicativi per illustrare i reperti e che verrà pubblicato un opuscolo, nella realizzazione del quale saranno coinvolti gli storici locali, che tenterà di far luce sulla storia di Cavarzere nel periodo medievale e rinascimentale e di far conoscere alla cittadinanza il valore dei ritrovamenti.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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