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Gli autonomisti non demordono

Il comitato per la ricostituzione del comune di Bottrighe, soppresso durante il ventennio dal gerarca fascista adriese Marinelli, si rivolge per la seconda volta al presidente della regione Luca Zaia, informando nuovamente il presidente della repubblica Napolitano, per non avere ricevuto risposta dallo stesso governatore veneto, dopo aver inviato tutto il dossier il 21 giugno scorso. Il professor Nicola Dirodi, presidente del comitato, spiega nella missiva, che dopo aver raccolto dinanzi ad un notaio la firma di consenso di oltre 3/5 degli elettori e in forza della legge speciale Scelba è stato promossa avanti la giustizia amministrativa italiana la causa per addivenire alla ricostituzione del comune, ottenendo dopo vent’anni una prima sentenza favorevole e attendendo da anni la pronuncia definitiva, costatando che la giustizia italiana è deficitaria e che le legittime aspettative dei concittadini attendono ancora una risposta. “Il senso civico e il rispetto per le istituzioni – afferma Dirodi – hanno fatto sì che attendessimo la definitiva tutela dei diritti dei cittadini che rappresentiamo, ma lo scandaloso ritardo dei tribunali italiani non può più costituire un alibi per l’inazione”. “La nostra lotta — continua – cesserà solo con il raggiungimento dell’obiettivo che la legge ci riconosce”. “Il ripristino – sottolinea Dirodi – non graverà sulle casse statali, perché sindaco, assessori e consiglieri, per statuto, non percepiranno nessuna indennità. Partendo con un comune senza debiti né crediti, sarà possibile cominciare ad amministrare in loco i fondi elargiti dallo Stato. Si potrà così appropriarsi degli strumenti indispensabili per provvedere al proprio futuro, per gli altri servizi ci consorzieremo con i comuni vicini”. “Chiediamo – conclude Dirodi nella lettera – che sia data la possibilità anche ai cittadini di Bottrighe di esprimere, attraverso uno strumento democratico come il referendum, la loro volontà di riottenere l’autonomia dopo aver subito dal fascismo una decisione violenta e dittatoriale che ha declassato in un sol colpo Bottrighe da comune in frazione”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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