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“Maxi contributo a rischio”

In questo periodo stanno prendendo piede grandi novità all’interno del comune di Vigonza. La continua evoluzione dell’assetto territoriale decisa dall’attuale amministrazione comunale non ha convinto tutte le forze politiche locali, che nutrono qualche incertezza sulla buona riuscita dell’operato di queste grandi opere comunali. Ecco perché abbiamo voluto dare la parola a Giuseppe Zanon, esponente di spicco della lista civica “Movimento Cittadini per Vigonza”. “Volevo fare un po’ di chiarezza sulla situazione del comune e spiegare meglio l’origine dei cambiamenti odierni nel nostro comune. Il 21 aprile del 2004 il Consiglio comunale di Vigonza ha deciso di partecipare alla selezione di un bando, indetto dal Ministero delle Infrastrutture, per la realizzazione della Piazza e restauro del Borgo Rurale. Il progetto presentato ottenne il punteggio più alto fra quelli presentati nella regione Veneto, conseguendo così un contributo di ben 9.087.918 euro. Il progetto nel suo complesso andava a movimentare e realizzare opere per ben 21.286.326 euro. Una cifra imponente che avrebbe dato una risposta parziale ma molto importante alla criticissima situazione in cui versa tutto il settore edile e delle infrastrutture anche nel nostro Comune”.
“Siamo a maggio 2014 — continua Giuseppe Zanon – e di opere ne sono state realizzate meno di un milione di euro se andiamo a togliere gli incarichi professionali per progettazioni e consulenze. I numeri parlano da soli. Si badi bene che l’opera più importante è stata appaltata dall’Amministrazione precedente a quella dell’attuale Sindaco al governo del Comune. Si vuole modificare il progetto con il punteggio più elevato. Legittimo se si sa come fare e come affrontare la situazione. Non si pensa ad esempio che le autorizzazioni valgono 5 anni e che se non si avviano i lavori bisogna rinnovarle. Il primo ostacolo lo si trova ai beni ambientali i quali, con la richiesta di rinnovo chiedono un ulteriore vincolo che obbligherebbe lo slittamento dell’edilizia sovvenzionata di alcuni metri. Si decide di portarla in altra area, ovvero in via Tintoretto, ma non ci si preoccupa di avviare velocemente i progetti, le autorizzazioni e soprattutto i reperire i necessari maggiori costi per le opere di urbanizzazione e l’acquisto dell’area”.
Conclude l’esponente Zanon: “Dopo tutta quest’odissea, si è arrivati al 2013, sono passati ben 9 anni, è stata individuata l’area adeguata, ma non si è potuto avviare la giusta procedura per l’acquisto perché non c’erano le risorse ed inoltre perché c’era un vincolo di legge per acquisti di aree ed immobili per tutto il 2013.
Quindi bisogna trovare risorse ed il Comune non le ha e per lo più si rischia di perdere l’intero finanziamento del Contratto di Quartiere con il grave pericolo di dover rimborsare anche i contributi già erogati. La Regione il 10 gennaio 2014 ha messo in mora il Comune di Vigonza e ha minacciato di revocare il finanziamento, e ciò significherebbe un vero un disastro economico”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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