mercoledì, 29 Novembre 2023
 
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Velobox, Leno Zanetti fa un esposto alla Procura

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Sono stati oggetto di numerose critiche i velobox montati dal Comune di Ariano nel Polesine. E la denuncia più diretta è arrivata, tramite un esposto, alla Procura di Rovigo e alla Corte dei Conti di Venezia. Promotore Leno Zanetti, presidente dell’associazione “S.O.S. Polesine — Si salvi chi può — Dalla parte dei cittadini”. Bersaglio della denuncia sono stati i 9 velobox installati: “Ariano nel Polesine, – dichiara Zanetti — è un piccolo Comune della provincia di Rovigo e gli introiti per sanzioni amministrative provenienti da autovelox fissi compongono la misura percentuale maggiore del bilancio, precisamente14.109.000 euro da maggio 2009 al 31/12/2013, ponendo Ariano nel Polesine al primo posto nella classifica degli oltre 8 mila Comuni italiani per sanzioni amministrative stradali”. Già nel giugno 2013, Zanetti aveva denunciato alla Procura di Rovigo la problematiche relative l’installazione degli autovelox ma, soprattutto, aveva denunciato la presunta mancata applicazione dell’art. 142 C.d.s., nella parte in cui si prevede la destinazione obbligatoria di determinate percentuali dei proventi per il rifacimento del manto stradale, della segnaletica e altri scopi di pubblica utilità. Secondo Zanetti, inoltre, i 9 nuovi velobox installati sarebbero stati una spesa inutile e costosa: “Unico scopo delle installazioni, – prosegue Zanetti — sarebbe quello di intimorire gli automobilisti in transito, che minacciati dal rilevamento elettronico, rallenterebbero nei tratti interessati”. Nello specifico, ne sono stati installati uno in via Po Superiore nei pressi della fermata del bus in centro a Ariano nel Polesine, 2 a Piano di Rivà (uno in centro e uno in via Veneto), uno in località Monti, uno in località Cavallina, 2 a Rivà (nei pressi della Scuola dell’Infanzia e uno vicino al cimitero), lungo via Pellizzara e lungo la SP nei pressi dell’incrocio con la zona artigianale Ramello — Botteghino. “La pre-segnalazione di questi involucri — specifica Zanetti — è scarsa, tant’è che, durante il primo giorno di servizio, c’è stato un incidente causato da una signora che ha frenato bruscamente all’improvvisa vista degli apparecchi. I velobox, sono anche inutili, perchè, come chiarito dal Ministero, non sono inquadrabili tra le categorie di dispositivo e l’unico corretto utilizzo è quello di inserirvi a rotazione un dispositivo di controllo elettronico di velocità sotto la stretta sorveglianza di un agente di polizia”. “Ancor più grave — conclude nell’esposto Zanetti — risulta la spesa effettuata dal Comune di Ariano Polesine per i velobox: 20.999.00 euro, una spesa singola per velobox di 2.333,00 circa, quando al privato il prezzo per singolo pezzo è di circa 200 euro”. Zanetti, quindi, ha richiesto di accertare la responsabilità erariale degli amministratori e di verificare le modalità di spesa dei proventi delle multe.

 
 
 
Giorgia Gay
Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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